Comunicato stampa: Castello Carrarese, a breve il trasferimento del complesso al Comune

Si è svolta una visita al complesso del Castello Carrarese per fare il punto dei lavori e dei progetti in vista dell’imminente trasferimento al Comune di Padova. Alla visita hanno partecipato il sindaco Sergio Giordani, l’assessore alla cultura e al turismo Andrea Colasio, il rettore dell’Università Rosario Rizzuto, il vicepresidente della Fondazione Cariparo Donato Nitti, il presidente della Camera di Commercio Antonio Santocono oltre all’ex sindaco Paolo Giaretta, e agli ex onorevoli Piero Ruzzante e Marino Zorzato che negli anni passati, da parlamentari hanno sostenuto il progetto di restauro del Castello.

A breve l’Accordo di valorizzazione tra il Mibact, l’Agenzia del Demanio, e il Comune di Padova, il cui testo è già stato valutato positivamente da Ministero e Demanio, dopo un passaggio alla Commissione cultura del Comune, sarà approvato dal Consiglio comunale. A quel punto potrà essere firmato in via definitiva dai tre soggetti sottoscrittori e il complesso del Castello Carrarese passerà al Comune, dopo un percorso durato circa 20 anni. Il percorso che porterà al trasferimento al Comune si concluderà entro questa primavera.

Gli obiettivi generali dell’accordo, obiettivi che si immagina di raggiungere in 11 anni, sono la tutela e la manutenzione futura degli immobili e delle aree trasferite, la garanzia di una utilizzazione e fruizione pubblica del complesso con la realizzazione di attività sociali e culturali compatibili con la tutela del bene immobiliare, anche con la compartecipazione di soggetti privati.

All’interno del complesso, l’ala sud (per capirci quella che da sul canale e riviera Tiso da Camposampiero) ospiterà la Collezione Bortolussi ricca di oltre 3.000 oggetti di design contemporaneo dagli anni 50 agli anni 90. Nell’ala est, quella verso piazza Castello troveranno posto anche sezioni speciali dedicate a artisti padovani di fama internazionale, come Gastone Rinaldi, Compasso d’Oro per il design nel 1954 con la sedia in ferro lamiera e gommapiuma Du30, Gaetano Pesce scultore, designer e architetto, Alberto Biasi, tra i fondatori del Gruppo N e il fuoriclasse delle opere a smalto a fuoco su metallo Paolo De Poli. Qui troveranno posto anche le opere dei maestri della Scuola orafa Padovana. I lavori, completamente finanziati, sono in corso.

Sempre a sud tra il corpo principale del castello e la cinta muraria del carcere, è stato abbattuto l’edificio, realizzato negli anni 50, della lavanderia, al suo posto si potrà godere di un grande prato, mentre nell’edificio successivo, in direzione ovest, verso la Specola, saranno realizzate caffetteria e ristorante. La chiesa che oggi custodisce accuratamente imballati gli oggetti della Collezione Bortolussi, diventerà invece un magnifico auditorium. Nell’ala nord il piano terra sarà dedicato al 300 padovano, mentre il primo e il secondo piano diventeranno spazi per esposizioni non permanenti dedicate al design e all’arte contemporanea. Il cortile centrale, una volta sistemato, ospiterà manifestazioni all’aperto, prevalentemente estive.

L’impegno economico è significativo, se pensiamo che in passato sono già stati investiti circa 15 milioni di euro mesi a disposizione da Comune, Mibact e Fondazione Cassa di Risparmio. L’investimento per l’attuale fase di lavori è di circa 5,4 milioni per l’ala sud, già impegnati per i lavori in corso, circa 5,1 milioni per l’ala est (qui bisogna reperire ancora 2 milioni di euro) e 7 milioni per la nord (questi ancora da trovare). Il progetto, una volta completato restituirà alla città uno dei suoi gioielli e diventerà un polo culturale di livello nazionale in grado di attrarre migliaia di visitatori.

(Padovanet – rete civica del Comune di Padova)

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