Dalla Valle Aurina al Veneto, per portare i sapori tirolesi

Dalla Valle Aurina al Veneto per portare pretzel, speck, canederli e altri prodotti tipici dell’Alto Adige. I due fratelli Markus e Willelm Weger non si sono scoraggiati di fronte alla crisi e, dopo un anno di chiusura, hanno deciso di riprovare con la loro attività imprenditoriale nel centro di Vicenza (prima) e di Padova (poi). Un segno di speranza che, oltre a portare in città deliziosi prodotti artigianali, restituisce un po’ di fiducia nel futuro. Dopo “Brezen” in contrà Muscheria (Vicenza), oggi inaugura anche “Tyrol” in via Altinate (Padova).

Dalle mostre mercato alla start up di negozi

«Fino ad un anno fa con la mia socia Sara Cucco – spiega Davide Berton, organizzatore del mercato enogastronomico “Bell’Italia” – organizzavamo eventi che promuovono le regioni. E i fratelli Weger erano il “nostro” Alto Adige. Ora siamo fermi dall’8 marzo dell’anno scorso, con l’eccezione di una breve parentesi tra settembre e ottobre. Loro, come altri operatori, hanno deciso di rischiare, investire in controtendenza e aprire un negozio di prodotti alimentari. Per due motivi: il primo, che erano fermi senza reddito da troppo tempo. Il secondo, che chi ha sede fissa, a differenza di chi fa mostre-mercato, può lavorare».

«Così hanno deciso di investire in una start-up di negozi: la prima apertura è stata il 7 gennaio scorso, a Vicenza. Un salto nel vuoto. All’inizio eravamo tutti curiosi e non molto fiduciosi, invece le cose hanno iniziato ad andar bene fin dall’inizio. Tanto che abbiamo deciso di guardarci intorno e vedere cosa c’era nelle immediate vicinanze. E così eccoci a Padova, dove lavoro da 15 anni e non avevo mai visto tante botteghe sfitte nel centro storico. Abbiamo trovato l’occasione giusta in via Altinate, in una bellissima posizione molto centrale. Questo è, quindi, il secondo negozio in due mesi. E c’è già il piano di una terza apertura a Treviso».

Ma a chi ha dovuto chiudere spettano i rimborsi

«Abbiamo qui due imprenditori coraggiosi – continua Nicola Rossi, presidente Confesercenti del Veneto Centrale – che aprono sfidando il mercato e l’indubbia contrazione dei consumi che si trascina ormai dal 2009. Una contrazione che è stata accentuata dal Covid, e che si unisce ora alla totale mancanza programmatoria dell’impresa, soprattutto commerciale. Una nuova apertura va accolta come un segnale anche di speranza, di positività e di ottimismo fortemente necessari in questo momento. Purtroppo, per la necessaria tutela della sanità pubblica, abbiamo avuto tutta una serie di chiusure, mezze aperture, forti riduzioni dell’attività. Ma il doveroso rispetto delle leggi non è, ad oggi, stato compensato con adeguati rimborsi».

(Confesercenti Veneto Centrale)

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