‘Protegge l’anziano per un lungo periodo’



Roma, 9 feb. (Adnkronos Salute) – Un dolore profondo che può trasformarsi in una condizione invalidante e mettere a repentaglio la qualità della vita. E’ l’Herpers zoster “che ogni anno colpisce circa 150mila italiani, una malattia infettiva causata dalla riattivazione dello stesso virus che causa la varicella. In fase adulta può riattivarsi, lo conosciamo anche come ‘fuoco di Sant’Antonio’, determinando un quadro acuto negli over 50 che nel 30% dei casi può avere delle complicazioni con una nevralgia estremente invalidante in grado di modificare la vita nell’anziano”. A fare il punto per l’Adnkronos Salute è Sandro Giuffrida, direttore dell’Unità operativa complessa di Igiene e Sanità pubblica dell’Asp di Reggio Calabria.
“Quando l’anziano è colpito da un episodio di Herpes zoster – spiega Giuffrida – gli oppiodi e gli antidepressivi servono a poco perché non riescono a lenire una nevralgia che rimane in profondità. Se poi il soggetto ha delle comorbidità, la situazione diventa ancora più pesante. L’unica arma che abbiamo, ma purtroppo ancora poco conosciuta, è il vaccino, previsto anche dai Lea. Tra pochissimo arriverà in Italia anche un nuovo vaccino molto più maneggevole. Un motivo in più per farlo, visto anche la concomitanza della vaccinazione anti-Covid. Serve un counseling vaccinale – suggerisce l’esperto – con il medico di famiglia che possa ricordare al proprio assistito over 50 la necessità di vaccinarsi, oltre per il Covid, anche per l’Herpers zoster”.
La vaccinazione per l’Herpes zoster è disponibile da diversi anni ed è prevista nel Piano nazionale di prevenzione vaccinale, inserito nei Livelli essenziali di assistenza (Lea). Ma le coperture non decollano. “Purtroppo sono ancora modeste – ricorda Giuffrida – In media non raggiungiamo il 10% della copertura per l’Herpse zoster. La Liguria e la mia regione, la Calabria, sono le uniche che arrivano a circa il 35% di copertura”. Secondo lo specialista, “la vaccinazione anti-Covid ha messo in ombra le altre”, ma ha anche aumentato “la sensibilità degli anziani sul tema”.
“Il vaccino contro lo zoster protegge l’anziano per un lungo periodo – rimarca l’esperto – Attualmente fino a 7 anni, ma ulteriori studi ci dicono che potrebbe essere più duratura”. Ma qual’è l’identikit della persona che dovrebbe vaccinarsi il prima possibile? “Chi ha più di 50 anni e ha patologie come il diabete, le malattie polmonari e andrà incontro a terapie immunosoppressive – precida Giuffrida – Non c’è differenza tra uomini e donne e poi non è un vaccino stagionale, si può fare in qualsiasi momento e – avverte – è davvero ‘salvavita’, nel senso che riesce a impedire che si contragga un’infezione che è davvero invalidante”.

(Adnkronos)

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