ATTEGGIAMENTI PASTORALI PER L’OGGI

Carissimi parroci, vicari parrocchiali, vice presidenti dei CPP, diaconi e religiosi: eccovi alcune note riguardanti l’intera vita pastorale delle nostre comunità in questo tempo complesso. Vengono ribadite e riprese varie attenzioni già espresse dall’orizzonte diocesano contenuto in La carità nel tempo della fragilità, dove si proponeva il contagio quotidiano della carità.

Suggeriamo inizialmente alcuni atteggiamenti di fondo, condivisi con vari Uffici diocesani

  1. IL VALORE DELLE RELAZIONI. Il valore più alto da custodire nel tempo presente consiste nel mantenere i legami, a più livelli e a cerchi concentrici, all’interno della parrocchia. È importante che gli operatori pastorali e le varie “ministerialità” parrocchiali si dedichino alle relazioni fraterne e gratuite, di cui tutti avvertiamo la necessità. Tutti abbiamo bisogno di sentirci in relazione, pensati e cercati. La missionarietà che sottolineiamo è quella della vicinanza gentile e delicata: una telefonata, una video chiamata, il campanello che suona, un messaggio personale. A più livelli: i presbiteri verso i collaboratori della parrocchia, i catechisti verso i ragazzi e le famiglie, i vari accompagnatori verso le coppie, i fidanzati, gli anziani e ammalati. In un tempo in cui non possiamo convocare vogliamo mettere in moto relazioni reciproche ancora più generose e profonde. Avvertiamo, inoltre, una vasta domanda spirituale, legata ai significati profondi del vivere, che tocca il pensiero e il cuore anche di tanti cercatori e non credenti. Questo tempo ci può affratellare esistenzialmente nel confronto e nell’imparare da tutti, anche uscendo dai contesti e dagli incontri strettamente parrocchiali.
  1. L’EUCARISTIA DOMENICALE e il RITMO LITURGICO. Nella situazione presente l’Eucaristia – e più in generale il ritmo dell’anno liturgico – diventa l’incontro per eccellenza con il Signore Gesù e l’occasione speciale per riunirci come comunità cristiana. La celebrazione non è l’unica esperienza che ci è rimasta, ma l’esperienza unica e davvero accessibile a tutti. Assume per certi versi il suo significato più autentico: la convergenza dell’intera parrocchia, riunita dal Signore Gesù e dal suo dono. In un contesto caratterizzato da numeri contingentati e dall’osservanza delle norme che riduce i tempi e gli spazi di informalità prima e dopo la celebrazione, l’arte del celebrare raggiunga sempre maggiore passione e competenza. Ci auguriamo che la nuova edizione del Messale romano sia uno stimolo e un contributo verso la nobile semplicità della liturgia. Ai presbiteri che hanno il compito di presiedere viene richiesta per tutta la celebrazione – non solo per l’omelia – una ancora maggiore preparazione, profondità e delicatezza.
  1. LA QUARESIMA. Gli atteggiamenti della conversione e la dimensione penitenziale che caratterizzano la Quaresima ci possono aiutare a interpretare il tempo attuale. Possiamo mettere al centro: la ricerca dell’essenziale, la testimonianza feriale della nostra fede, l’ascolto del Vangelo e la preghiera personale, la confidenza nel Signore misericordioso e la carità premurosa. Il momento pandemico che stiamo vivendo ci mette davanti, a volte drammaticamente, la fragilità dell’esistenza e richiama con forza la conversione al Signore nella verità della vita. Sarà importante non improvvisare la Quaresima e dedicarsi adeguatamente alla sua preparazione. Non si tralasci anche di raccomandare la celebrazione del sacramento della Penitenza, il digiuno e l’astinenza. Sempre in riferimento alla nuova edizione del Messale si potrebbe valorizzare il canto del Kyrie eleison.
  1. IL DISCERNIMENTO COMUNITARIO. Gli orientamenti di fondo della parrocchia, rispetto agli itinerari di Quaresima, ai cammini per le famiglie, all’Iniziazione cristiana e alla celebrazione dei sacramenti, alle scelte liturgiche e caritative, diventano convincenti quando maturano nel discernimento comunitario. Il Consiglio Pastorale Parrocchiale, in un tempo inedito che ci interpella in modo esigente, indirizzi e sostenga atteggiamenti e scelte generative. Si abbia cura di ascoltare e di cogliere le indicazioni preziose dei genitori, dei catechisti, educatori e accompagnatori degli adulti, dei membri della Caritas e del gruppo liturgico. C’è una creatività già attivata in varie parrocchie, da mettere in circolo, che non va trasferita in modo automatico ma interpretata secondo le esigenze di ogni realtà. I Coordinamenti vicariali favoriscano lo scambio e la contaminazione di esperienze tra parrocchie vicine.
  1. LA CARITÀ NEL TEMPO DELLA FRAGILITÀ. La carità rimane l’orizzonte complessivo della nostra Diocesi: non si tratta tanto di aggiungere cose da fare quanto del nostro modo di essere credenti e comunità cristiana. Siamo tutti nella stessa barca e la fragilità che connota la nostra condizione umana si trasforma in una via privilegiata di fraternità. L’obiettivo è la rara umanità, la benevolenza, il ci trattarono con gentilezza: i vari termini che descrivono l’ospitalità incondizionata offerta ai naufraghi del racconto degli Atti. Si tenga poi alta la guardia verso le situazioni di precarietà e di povertà presenti in parrocchia e nel territorio.
  1. I GENITORI E IL SERVIZIO DEI CATECHISTI. Sottolineiamo, ancora una volta, una prospettiva che la pandemia ha evidenziato: il ruolo dei genitori come primi educatori alla fede. Rispetto ai catechisti il testo dell’Ufficio catechistico nazionale Ripartiamo insieme lascia già trasparire una fisionomia ulteriore del loro servizio. Il catechista, più che nel preparare l’incontro con i bambini e ragazzi, si rivela come colui che accompagna, incoraggia e facilita i genitori nel trasmettere ai figli la gioia dell’incontro con Gesù e il Vangelo. In questa ottica, gli strumenti che si mettono a disposizione delle famiglie riguardino prevalentemente piccole esperienze da vivere insieme ed evitino la percezione della lezione o di compiti per casa. Ogni famiglia domanda tempo e gradualità, rispetto e conoscenza della situazione: ci mette nella condizione privilegiata di imparare e ci apre allo stupore e alla riconoscenza. Queste semplici modalità rappresentano una estensione del buon vicinato, così come raccomandato da La carità nel tempo della fragilità. Siamo a conoscenza, infine, di alcune esperienze spontanee, in cui piccoli nuclei familiari si ritrovano per pregare e per meditare il Vangelo della domenica: questa e altre forme volontarie vanno assolutamente incentivate.

 

  1. LO SGUARDO EDUCATIVO. Chiaramente lo sguardo educativo va ampliato anche all’ampio mondo degli adolescenti e dei giovani. Nella stagione della vita che invita maggiormente all’incontro, all’amicizia e agli affetti e al servizio si ritrovano isolati, senza la possibilità di stare insieme per condividere insieme slanci, aperture e progetti: non possiamo lasciarli soli. Le équipe degli educatori e gli adulti della parrocchia siano attenti, in modo singolare e originale, a ciascun adolescente e giovane, valutando anche con creatività e responsabilità, se e come siano possibili delle occasioni di incontro in presenza. Può essere utile anche un confronto con gli insegnanti di religione delle scuole del territorio per cogliere eventuali situazioni di disagio e rafforzare la rete educativa.
  1. IL RISCHIO DI SOSTITUIRE. Avvertiamo, a volte, il rischio della sostituzione per cui, esemplificando, quello che non si riesce a fare in presenza, viene rimpiazzato alla pari da modalità on line. Suggeriamo di potenziare anche altre possibilità espressive: la telefonata, il dialogo uno a uno, la personalizzazione dei messaggi, l’invito alla Messa domenicale… Siamo convinti che la passione educativa farà trovare i modi adeguati per alimentare le relazioni in modo personale, unico per ciascuno.
  1. L’INTERO CAMMINO DI INIZIAZIONE CRISTIANA. Un’ulteriore riflessione riguarda l’intero cammino di Iniziazione cristiana che non va ristretto alla celebrazione dei sacramenti, quasi fosse una forma di sacramentalizzazione. Certamente c’è preoccupazione per la celebrazione dei sacramenti: alcune parrocchie sono ferme da più di un anno, in altre ci sono vari gruppi di ragazzi in attesa con il rischio di “congestionare” gli anni seguenti. Il cammino di Iniziazione cristiana è un itinerario di discepolato unitario e complessivo, in cui la meta non è ricevere i sacramenti, ma la rigenerazione in Gesù. Pertanto invitiamo a non affrettare la celebrazione dei sacramenti, magari con dei corsi quasi scolastici per spiegarne il significato, ma a predisporre i percorsi più adatti che introducano all’incontro con Gesù. Non vanno persi di vista gli obiettivi complessivi del cammino di Iniziazione cristiana, che rimangono la bussola di riferimento anche rispetto a possibili adattamenti e va considerata anche l’attenzione per le “consegne”, che scandiscono le tappe del primo discepolato.
  1. TRA IL TUTTO E IL NIENTE. Tra il “tutto di prima”, che ci sembra precluso e il “niente di adesso”, che potrebbe indurre delusione e scoraggiamento c’è sempre una strada possibile. Sono piccoli germogli da custodire, frammenti di luce da far brillare, rinnovamenti personali e comunitari da accompagnare. Come Chiesa e come parrocchie ci stiamo ripensando per rispondere fedelmente sia alla novità del Vangelo, sia alle esigenze delle persone e del nostro territorio. Ci sembra, in tal senso, illuminante un passaggio della Lettera di papa Francesco alla Curia romana: «La novità introdotta dalla crisi voluta dallo Spirito non è mai una novità in contrapposizione al vecchio, bensì una novità che germoglia dal vecchio e lo rende sempre fecondo. Gesù usa un’espressione che esprime in maniera semplice e chiara questo passaggio: «Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto» (Gv12,24). L’atto di morire del seme è un atto ambivalente, perché nello stesso tempo segna la fine di qualcosa e l’inizio di qualcos’altro. Chiamiamo lo stesso momento morte-marcire e nascita-germogliare perché sono la medesima cosa: davanti ai nostri occhi vediamo una fine e allo stesso tempo in quella fine si manifesta un nuovo inizio» (21.12.2020).

 

Qualche indicazione concreta, sempre condivisa con gli Uffici diocesani

  1. L’ANGOLO BELLO. Si potrà riprendere e attualizzare l’esperienza dell’angolo bello della scorsa Quaresima e dello scorso Avvento. L’angolo bello porta con sé vari significati: la casa tutta è abitata dalla presenza provvidente del Signore; Lui è in mezzo alle persone che si ritrovano; in ogni luogo e momento possiamo essere illuminati dal Vangelo; la famiglia è la Chiesa domestica.
  1. QUARESIMA DI FRATERNITÀ. LA MUSICA DEL VANGELO. Per vivere con intensità la Quaresima ricordiamo anche la proposta dell’Ufficio missionario diocesano, “La musica del Vangelo”, che si rifà all’enciclica di papa Francesco Fratelli tutti e riprende anche l’orizzonte diocesano La carità nel tempo della fragilità. In allegato si possono trovare la presentazione completa del cammino quaresimale per l’intera parrocchia, con le varie proposte specifiche per ragazzi, adolescenti, giovani e adulti.

Materiali per la Quaresima di fraternità

  1. INCONTRI IN PRESENZA O MENO. Non riusciamo a dare un’indicazione univoca sugli incontri in presenza o meno di bambini, ragazzi, adolescenti e giovani. Indubbiamente non può mai mancare la prudenza sanitaria: piccoli gruppi, luoghi ampi e areati, distanze corrette, sanificazione e igienizzazione personale. Lo stesso vale per gli incontri con gli adulti e i genitori. Può darsi che nei prossimi mesi sia possibile incontrare i vari gruppi, magari all’aperto e confidando in migliori sviluppi sanitari e sociali.
  1. LA PASTORALE DEGLI ADOLESCENTI E DEI GIOVANI. Le proposte parrocchiali, quelle dell’Acr e dell’Ac – dai bambini agli adulti –, i percorsi degli scout sono da sostenere, come scritto precedentemente. L’Ufficio di Pastorale dei giovani metterà a disposizione dei contributi per la meditazione e preghiera del Mercoledì delle ceneri o per un ritiro spirituale durante la Quaresima. Ricordiamo che due grandi appuntamenti diocesani, Le Palme con il Vescovo e La Via crucis diocesana, saranno on line. Già da qualche tempo l’Ufficio di Pastorale dei giovani sta proponendo in modo sperimentale ad alcune parrocchie il Progetto Simbolo, cioè le nuove linee progettuali per l’accompagnamento e la formazione dei giovani. Il Progetto riguarda un cammino di crescita personale e di gruppo che porti ad un’adesione matura al Signore Gesù. Potremmo cominciare a conoscerlo e a tenerlo in considerazione, come opportunità futura, anche per la nostra parrocchia.
  1. IL SACRAMENTO DELLA PENITENZA. Le preoccupazioni sanitarie rischiano di dissolvere la bellezza e ricchezza del sacramento della penitenza: si cerchi, quindi, di sostenere la prassi penitenziale e la confessione individuale. Per quanto riguarda il Sacramento della prima Penitenza nell’itinerario dell’Iniziazione cristiana, lo si ritiene possibile se in piccoli gruppi (o con l’intero gruppo, se contenuto) valorizzando il contributo decisivo della famiglia anche nella prossima Quaresima. Come scritto sopra, sarà importante non forzare le scelte, eventualmente valutando lo spostamento della celebrazione del sacramento in autunno.
  1. IL COMPIMENTO DEI SACRAMENTI DELL’INIZIAZIONE CRISTIANA, CRESIMA ED EUCARISTIA. Indichiamo tre possibilità per il compimento della IC:
  • per piccoli gruppi a Pasqua e/o nel Tempo di Pasqua. Ci sarà bisogno di creatività, per cui, esemplificando: ogni famiglia viene accompagnata da un catechista preciso; si recupera il ruolo del padrino o madrina come testimoni nella fede; il parroco incontra singolarmente ogni famiglia…
  • La celebrazione sarà rinviata all’autunno, come successo nell’anno 2020.
  • La celebrazione avverrà nella Pasqua 2022, valorizzando l’ultima Quaresima, così come da cammino dell’Iniziazione cristiana.
  1. I CATECUMENI RAGAZZI E ADULTI. La celebrazione dei sacramenti dell’Iniziazione cristiana per i catecumeni ragazzi (dai 7 ai 14 anni) come per i catecumeni adulti avvenga nella Veglia pasquale. In modo simbolico ed effettivo, questa scelta rappresenta una vera rinascita e un segno di primavera per la nostra Chiesa.
  1. GLI ITINERARI DI PREPARAZIONE AL MATRIMONIO. Non va dispersa l’opportunità di accompagnare singole coppie o gruppi ristretti di coppie di fidanzati. L’impossibilità di gruppi numerosi può far sperimentare percorsi più personalizzati e calibrati sulla singola coppia. Le coppie guida, il parroco ed altre figure di adulti della parrocchia possono entrare in relazione profonda con i fidanzati che richiedono di essere sostenuti verso la scelta del matrimonio.
  1. GLI AMMALATI E GLI ANZIANI. Le preoccupazioni verso ammalati e anziani sono molte, come pure il bisogno e il desiderio di essere visitati, che si accentuano in queste persone fragili. Già lo scorso anno in molti modi le parrocchie sono state vicine agli anziani e ammalati, spesso tramite telefonate e messaggi. Gli ammalati di Covid e le persone costrette alla quarantena, a volte molto lunga e debilitante, siano contattati e ricordati frequentemente. Ricordiamo che con il consenso esplicito dei familiari è possibile incontrare gli anziani e ammalati per la confessione e la Comunione eucaristica. Ai ministri straordinari della Comunione, qualora sia possibile, siano affidati pochi ammalati o anziani da seguire. Negli ospedali e nelle case di riposo gli operatori, infermieri e medici cristiani siano il segno concreto della consolazione del Signore e della vicinanza della comunità cristiana.
  1. LE ESEQUIE. La solitudine e la mancanza di vicinanza in cui muoiono i nostri cari ci invita ad una attenzione ancora maggiore nella preparazione e nella celebrazione delle esequie in parrocchia. Indubbiamente sarà un’occasione anche per rimettere al centro alcune dimensioni ineludibili: la sofferenza, il morire, la speranza cristiana e la fede nella Risurrezione; in una parola per evangelizzare la morte. Chiaramente ogni annuncio cristiano ha bisogno della relazione, per cui si suggerisce di sostenere con continuità i familiari nel lutto.

In conclusione, guardando a quanto si sta vivendo, mandiamo un saluto e un augurio a tutte le parrocchie. Anche nei giorni che ci sono dati, come ricordato bene da Papa Francesco, si possa manifestare una nascita-germogliare, un nuovo inizio. 

 

 

Don Leopoldo Voltan

e il Coordinamento diocesano degli Uffici

 Padova, 20 gennaio 2021

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(Diocesi di Padova)

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