Crisi governo, al Senato spunta Scilipoti: “E’ l’ora dei responsabili”

“Chi ama il Paese deve scegliere. Voltagabbana? Né rancore né vendetta, scelte secondo coscienza”

“Se sono qui per godermi lo spettacolo? Ma qui non c’è niente di cui godere. Qui è l’Italia che rischia”. Domenico Scilipoti, protagonista della stagione dei ‘responsabili’ che nel 2010 salvarono il governo Berlusconi, si aggira per il Transatlantico del Senato in una giornata cruciale per la sopravvivenza della maggioranza M5S-Pd-Leu e dell’esecutivo di Giuseppe Conte, aggrappato ai voti dei nuovi ‘responsabili’ (o ‘costruttori’…). “Ma io non serbo rancore – dice all’Adnkronos l’ex parlamentare – non c’è spazio per la vendetta nella cultura cristiana. Siamo in una fase delicata per il Paese. Lo dico io, che sono medico di medicina territoriale in prima linea nella lotta contro il Covid”.
Nemmeno un pizzico di rivalsa nei confronti di chi, all’epoca, la definì un ‘voltagabbana’? “Più che rivincita, si tratta di nobilitare la politica con la P maiuscola. Chi entra in politica vuole contribuire a fare qualcosa di utile: dobbiamo smetterla di denigrare e delegittimare l’avversario. Ho sempre detto – prosegue l’ex esponente del Pdl – che la democrazia parlamentare è fondamentale. Le persone che amano il Paese, nei momenti particolari, devono fare delle scelte. Il giudizio non può essere alternato: non è che sostengo la tua maggioranza sono bravo e se sostengo le altre non lo sono…”.
“L’importante è che chi compie delle scelte, lo faccia nell’interesse del Paese e secondo coscienza. Nel caso in cui dei parlamentari si dovessero accorgere che una scelta sostenuta dal proprio partito potrebbe essere non utile per il Paese devono avere il coraggio di assumersi responsabilità a viso aperto”, osserva Scilipoti.
“Io sono stato indagato ma la magistratura ha accertato che la mia scelta nel 2010 è stata politica”. La rifarebbe? “Sì. Oggi, se fossi stato in Parlamento, avrei aperto un dibattito all’interno di Forza Italia e avrei cercato di sostenere le ragioni del no alla crisi e il no al voto in questo momento”, chiosa.
(di Antonio Atte)

(Adnkronos)

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