Contributo a fondo perduto per le imprese colpite da restrizioni

Riconosciuto un nuovo contributo a fondo perduto per le imprese colpite dalle ultime restrizioni per fine anno. Il decreto del 18 dicembre scorso stabilisce che il contributo verrà riconosciuto anche alle attività di ristorazione connessa all’azienda agricola (ATECO 56.10.12) e verrà accreditato in automatico da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Il Decreto prevede il riconoscimento di un contributo a fondo perduto, nel limite massimo di 455 milioni di euro per l’anno 2020 e di 190 milioni di euro per l’anno 2021, al fine di sostenere gli operatori dei settori economici interessati dalle misure restrittive introdotte dal medesimo decreto-legge per il periodo dal 24 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021.
Beneficiari del contributo in parola sono i soggetti con partita IVA attiva alla data del 19 dicembre, purché la stessa sia stata aperta in data anteriore al 1° dicembre 2020, e che svolgono in misura prevalente le attività di cui ai codici ATECO riportati nell’allegato 1 del decreto-legge. Il predetto contributo spetta alle imprese agricole che svolgono l’attività di ristorazione connessa all’azienda agricola (56.10.12).
Condizioni di accesso alla misura sono l’avere beneficiato del contributo a fondo perduto di cui all’art. 25 del decreto-legge n. 34/2020 (cd. decreto Rilancio) e non avere restituito il predetto ristoro.
L’ammontare del contributo sarà pari a quello già erogato ai sensi del citato art. 25, non potrà essere in ogni caso superiore a euro 150.000,00 e verrà corrisposto dall’Agenzia delle entrate mediante accreditamento diretto sul conto corrente bancario o postale sul quale è stato erogato il precedente contributo.
In quanto compatibili, troveranno applicazione le disposizioni dell’art. 25, commi da 7 a 14, del decreto-legge n. 34/2020.
La misura si applica nel rispetto dei limiti e delle condizioni previsti dalla Comunicazione della Commissione europea del 19 marzo 2020 C(2020) 1863 final «Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19», e successive modifiche.

(Coldiretti Padova)

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