Gemelli-Art, full immersion nella radioterapia del futuro



Roma, 30 nov. (Adnkronos Salute) – Biologia molecolare e intelligenza artificiale saranno il futuro della medicina personalizzata applicata alle patologie neoplastiche. Si è conclusa con questa prospettiva e con uno sguardo ad un futuro sempre più a portata di mano la 30esima edizione del corso annuale su ‘Modern Radiotherapy and precision Oncology’ (Mro), organizzato dal centro di Radioterapia Oncologica (Gemelli Art – Advanced Radiation Therapy) del Dipartimento di Diagnostica per Immagini, Radioterapia Oncologica ed Ematologia del Policlinico Gemelli.
Il corso, per la prima volta in diretta streaming, ha avuto una forte caratura internazionale – riferisce una nota – grazie al contributo di 16 relatori stranieri che si sono confrontati sui temi portanti dell’evento. In particolare, Philippe Lambin e Michael Baumann hanno esplorato le potenzialità dell’oncologia molecolare e le moderne tecniche di radioterapia nella cura del paziente oncologico, tenendo conto delle risorse disponibili, del principio irrinunciabile dell’equità e dell’accessibilità alle cure, ma anche del rispetto dell’ecosistema nell’uso dei macchinari.
I relatori hanno offerto una visione generale del ruolo della medicina di precisione nella radiologia oncologica, sottolineando la necessità di affrontare i percorsi terapeutici personalizzati da due diverse prospettive: quella della scienza e dell’approccio clinico al tumore, legati alle attitudini del medico, e quella legata alle prospettive del paziente e alla relazione interpersonale con il medico. Radioterapisti oncologi e fisici, come Vincent Grégoire, Nicola Dinapoli, Dirk Verellen e Gert Meijer, hanno spiegato le potenzialità della moderna radioterapia, sottolineando la necessità di avvalersi di un buon team per utilizzare al meglio le moderne tecnologie.
Un focus speciale, condotto da un panel di oncologi italiani, ha riguardato l’uso dei farmaci chemioterapici vecchi e nuovi nel trattamento delle principali neoplasie: tumore della mammella, gastro intestinale, del polmone e della prostata. Karin Haustermans e Silvia Formenti hanno esaminato il ruolo della radioterapia sia nella sua azione locale che in quella sistemica attraverso la sua interazione con la terapia immunologica che ad oggi costituisce un’arma sempre importante nella cura dei tumori.
Inoltre – assoluta novità nell’edizione di quest’anno – è stata la sessione ‘Tumor board at slow motion’, ovvero l’applicazione clinica dei concetti appresi nelle precedenti sessioni su casi clinici di tumore del polmone e pazienti metastatici. Moderatori di eccezione sono stati Ben Slotman e Umberto Ricardi, rispettivamente President e past President della Società europea di radioterapia oncologica (Estro), Sara Ramella dell’Università Campus Biomedico di Roma, un panel di esperti radioterapisti, chirurghi, radiologi e oncologi medici fra cui Matthias Guckemberger, Barbara Jerezeck-Fossa, Esther Troost, Annarita Larici e Stefano Margaritora.
Infine, il gruppo dei giovani specialisti del Gemelli Art, capitanato da Luca Boldrini, ha trattato le tematiche legate alla radiomica, ramo specialistico della diagnostica che consente l’analisi delle immagini mirata ad ottenere, tramite metodi matematici e tecnologie digitali, informazioni di tipo quantitativo che non sono rilevabili con la semplice osservazione visiva da parte dell’operatore. Nell’ambito di un secondo laboratorio, alcuni docenti e specialisti del Policlinico Gemelli hanno illustrato le caratteristiche e le potenzialità dei devices disponibili per la “medicina di precisione”. In ogni sessione di lavoro, i radioterapisti e fisici del Policlinico Gemelli hanno permesso l’interazione di pubblico e speakers attraverso un sistema di televoting, animando la discussione attraverso la votazione sulle dichiarazioni fondamentali e i temi di discussione aperti.
Il Prof. Vincenzo Valentini, insieme alla professoressa Maria Antonietta Gambacorta e al professor Luca Indovina, coordinatori scientifici del Corso, hanno dato appuntamento al prossimo anno auspicando una formula ibrida, in presenza e in streaming, che possa garantire la maggior partecipazione e interazione possibili.

(Adnkronos)

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