Cosa succede quando l’Intelligenza Artificiale incontra la creatività umana?



Roma, 27 nov. (AdnKronos) – La pandemia ha modificato i bisogni e le abitudini lavorative delle persone e delle aziende. Di fronte a questo cambiamento strumenti e soluzioni tecnologiche, come l’Intelligenza Artificiale,sembrano supportare meglio il business e il lavoro quotidiano. Ma cosa significa collaborare con l’AI? Quali impatti ha sulle nostre aziende, nelle organizzazioni e nei nostri processi decisionali? Quali possibilità ci offre e quali responsabilità ci impone?
Questi sono alcuni degli interrogativi ai quali l’evento NAKED AI, organizzato da Cisco Italia e Logotel, Independent Design Company, ha cercato di dare risposta insieme a un panel interdisciplinare di esperti: Arthur I.Miller, Emeritus Professor presso l’University College di Londra, Stephanie Dinkins, Transmedia Artist di New York e l’italiana Anna Testa, Sales Specialist Innovation di Cisco. All’evento online hanno partecipato manager, imprenditori e un pubblico interessato all’Intelligenza Artificiale e alle sue applicazioni.
Un dibattito che si inserisce in un progetto di ricerca più ampio in cui Cisco Italia e Logotel si interrogano sugli impatti che l’AI ha sul mondo del business, dell’etica, dei bias (un’interpretazione soggettiva distorta della realtà), delle emozioni e del processo creativo.
Durante l’incontro, è stato presentato in anteprima esclusiva il docufilm “NAKED AI: What happens when Artificial Intelligence and human creativity meet?”. Nel docufilm, 9 esperti internazionali tra cui scienziati, designer e creativi ci inducono a riflettere su come l’AI e la creatività umana riescano a collaborare e su come noi, come individui e come organizzazioni, siamo chiamati a prendere decisioni sempre più urgenti per vivere in una società più equa e più partecipata.
“L’Intelligenza Artificiale può essere quel genio della lampada che abbiamo cercato negli ultimi anni – dice Gianpaolo Barozzi, People & Community Innovation Lead Cisco Systems – Il nostro team analizza i trend del futuro del lavoro, tra cui proprio l’AI, e l’abbiamo voluta studiare spogliandola dalle caratteristiche troppo tecniche ed esoteriche, una black box da accettare senza discutere. Abbiamo lavorato in partnership con Logotel per includere visione progettuale e di significato più estesi, dando un taglio antropologico alla ricerca e la forma di un docufilm, per rendere più divulgabile possibile il tema dell’AI, avvicinarlo alle persone e alimentare il dibattito. Perché in fondo, se l’AI può essere il genio della lampada, resta una nostra responsabilità capire quali desideri esprimere.”
“Parlare di creatività in un contesto come quello che stiamo vivendo ci pare sempre più un’urgenza – afferma Cristina Favini, Chief Design Officer & Strategist di Logotel – e l’Intelligenza Artificiale può essere un prezioso alleato. Cosa succede quando creatività umana e AI si incontrano? Abbiamo voluto rispondere insieme a Cisco con uno sguardo libero e indipendente, senza pregiudizi nella ricerca per cercare le connessioni, e non gli opposti uomo-contro-macchina o, al contrario, AI come panacea di tutto. Una capacità profonda del design è dare senso alle scelte, e in Logotel come independent design company abbiamo sentito l’esigenza di aumentare la nostra presa di coscienza sull’AI, per essere maggiormente consapevoli di come dietro a tutto ci siamo sempre noi, gli esseri umani, a scegliere, indirizzare, progettare. L’AI – continua Cristina Favini – ci potenzia ma ci impone nuove responsabilità come progettisti, come organizzazioni, come persone. Perché in un contesto dove l’uomo si riscopre più fragile, abbiamo ancora più bisogno di capire il nostro ruolo nelle nuove sfide che ci attendono sulle dimensioni dell’etica, dell’estetica e dell’abilitazione delle persone. Questa è anche l’evoluzione che ha il ruolo del design. Ecco in cosa crediamo.”
Sul sito è possibile vedere in versione integrale – e gratuitamente – il docufilm NAKED AI: What happens when Artificial Intelligence and human creativity meet?”, oltre che approfondire i temi affrontanti dal progetto di ricerca e le biografie di tutti gli intervistati.
Etica e Intelligenza Artificiale
Cosa succederebbe (o già succede) se a progettare gli algoritmi dei sistemi di Intelligenza Artificiale fossero persone che provengono tutte dallo stesso background? O tutti uomini, di carnagione chiara, tutti occidentali o con percorsi di formazione analoghi?
La progettazione di sistemi di Intelligenza Artificiale risentirebbe inevitabilmente di un bias (un’interpretazione soggettiva distorta della realtà) causando discriminazioni sociali e impattando negativamente sulle persone. Affinché questo non accada, bisogna far comprendere cosa è l’AI e cosa può comportare. Occorre ripensare a un concetto di etica dei dati che garantisca una diversità e una inclusività sempre più ampie. In questo contesto l’AI ci proietta anche nel ripensamento del nostro sistema educativo, della formazione dei nostri talenti, e non solo.
L’Intelligenza Artificiale al servizio di arte, bellezza ed emozioni
Anche se gli algoritmi alla base dei sistemi di AI si nutrono di dati, è sempre e comunque l’uomo a scegliere e progettare i dataset. Oggi l’artista (o progettista) non solo ha a disposizione nuovi strumenti per creare, ma anche una “musa ispiratrice” che offre nuove occasioni per indagare le proprie emozioni e nuovi linguaggi capaci di mixare la realtà con il prodotto delle reinterpretazioni dei neural network.
Ma forse la domanda corretta non è se l’AI riesce a creare arte come i grandi dell’umanità, come Picasso o Bach, ma piuttosto dovremmo chiederci se noi come esseri umani siamo in grado di apprezzare l’arte prodotta dall’AI.
Per maggiori informazioni:

(Adnkronos)

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