Covid, Zaia: “In Veneto semaforo arancione”


“Sentiamo pressione sugli ospedali, se virus si diffonde è perché non portiamo la mascherina”
Roma, 16 ott. “Oggettivamente in questo momento i dati sono pochi e per avere proiezioni serie per noi è fondamentale vedere i numeri delle terapie intensive e i ricoverati, in questo momento siamo in una fase di semaforo arancione”. Così il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, a ’24Mattino’ di Simone Spetia su ‘Radio24’.
“Non abbiamo mai abbassato la guardia, la macchina è pronta perché non so che evoluzione avrà il virus e a noi spetta solo di essere pronti, noi governatori siamo gli unici ad avere i pazienti fuori all’uscio di casa”, ha aggiunto Zaia.

Poi in conferenza stampa il governatore ha fornito i dati aggiornati dell’emergenza: “Ci sono 704 positivi in più rispetto a ieri che portano il totale dei positivi a 34.277” in Veneto e ”sette morti nelle ultime 24 ore”. ”In isolamento ci sono 13.873 persone, 900 persone in più rispetto a ieri – ha aggiunto – Il totale dei morti è di 2.244. I ricoverati sono 396 mentre i pazienti in terapia intensiva sono 47. I dimessi 4.329, 20 in più rispetto a ieri”.
”L’emergenza ospedaliera non c’è – ha detto Zaia – ma si sente la pressione sugli ospedali. Lo scenario che ci preoccupa è quello di una non tutela della salute con la mascherina e che si incrementino le terapie intensive e i ricoveri, oltre un certo limite si va al collasso del sistema sanitario”.
“A noi non preoccupa il 97% di asintomatici, ci preoccupa il collasso della sanità – ha scandito – Noi oltre un certo livello per il personale che abbiamo e per le strutture che abbiamo non ci possiamo andare perché quelli sono i letti che abbiamo, le ambulanze, i respiratori. Abbiamo 464 respiratori di base, dei quali oggi occupati per il 10% da pazienti Covid. A noi in tempo di pace 454 ci bastano e ci avanzano. Abbiamo sempre una scopertura di 20-30 terapie intensive per l’evenienza, come l’incidente stradale. Noi le portiamo a 1.016, molte delle quali fino a 800 sono già praticamente pronte, ma se io penso di avere 800 persone in terapia intensiva mi faccio il segno della croce. Con 8mila pazienti ricoverati vuol dire che gli ospedali lavorano solo per il Covid. Gli ospedali del Veneto non hanno più un posto libero per nessun’altra patologia. Io so di inquietare ma è per questo che sto battendo sulle mascherine”.
Il presidente del Veneto ha spiegato che si stanno “valutando ulteriori misure per incentivare l’uso delle mascherine, magari culturali, per diffondere questa cultura alla protezione. Ma ne ho parlato anche con gli altri colleghi, tutti hanno lo stesso problema”. “Se il virus si diffonde – ha ammonito – è perché non portiamo la mascherina. Serve il distanziamento sociale, igiene e la mascherina, c’è poco da far gli eroi”.
Al governo Zaia chiede di elaborare “una scala di parametri che non sia l’Rt. Noi abbiamo positivi che schizzano ma siamo quelli con gli ospedali meno occupati”.
“L’auspicio – ha aggiunto – è che a livello nazionale con le Regioni si concordino dei parametri fondamentali, ce ne sono alcuni sanitari, faccio un esempio: fino a che percentuale di copertura rispetto alle coperture base possiamo garantire per dire che non siamo in emergenza. Fino a che punto diciamo che è semaforo arancione sui ricoveri. Questi sono dati che da Roma non sono mai stati elaborati, noi non li conosciamo. Io li ho chiesti per fare sanità pubblica e prendere decisioni”.

(Adnkronos)

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