Economia civile, Neri Marcorè: “Rinascere con l’arte si può”



Firenze, 26 set. – “Musica e turismo lento. La riscoperta dei vicoli e dei centri minori”. Questo il titolo del panel che ha aperto la seconda giornata del Festival Nazionale dell’Economia Civile 2020, in corso a Firenze, al quale ha preso parte l’attore Neri Marcorè.
Non solo brutte notizie dal settore turistico, ma anche esperienze virtuose il cui volano principale è l’arte. Ne ha parlato lo stesso artista, facendo riferimento all’esperienza di “Risorgimarche”, progetto supportato dalle Banche di Credito Cooperativo e grazie al quale sono arrivate nella regione più di 300.000 presenze in quattro anni.
“E’ un programma giunto alla quarta edizione e nato sull’onda dei fatti tragici del terremoto del 2016”. Un progetto che non si è fermato neanche con il Covid. “Già dall’anno scorso – ha spiegato Marcorè – era stata modificata la natura del festival. I concerti maggiori, tipo quello di Jovanotti, erano stati affiancati anche da quelli in piccoli borghi per far conoscere ai turisti, con i propri occhi, i danni del terremoto. Quest’anno, non potendo sfruttare i grandi prati per l’emergenza Covid, abbiamo messo in luce proprio questi borghi, portandoli alla conoscenza dei più”.
“Quello che ci sorprende in negativo, deve per forza dare vita a qualcosa di bello. Ripartire è doveroso, poi bisogna capire come fare. La musica, in tal senso, è una grande cura: si è creato un volano virtuoso di tante persone che vanno nella stessa direzione per far ripartire le Marche”, ha aggiunto Marcorè.
Un bel messaggio anche per un settore come lo spettacolo, che con il Covid, ha visto molti stop. “Il mondo dell’arte si è mosso da subito in questa emergenza, visto che il nostro lavoro non può fare a meno della comunicazione a vantaggio di se stessi e degli altri – ha osservato l’attore – Con i teatri chiusi ci siamo tutti riversati sui social e sul web: è stato un bisogno. L’economia, per fortuna, è ripartita anche nel nostro settore, portando vantaggio alle persone che lavorano dietro le quinte, troppo spesso dimenticate”.

(Adnkronos)

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