Nuova terapia di stimolazione midollare per combattere il dolore cronico lombare



Roma, 18 set. (Adnkronos Salute) – In Italia una persona su 4 soffre di dolore cronico lombare. Ebbene, dalla ricerca arriva una nuova e rivoluzionaria terapia di stimolazione del midollo spinale Scs, definita multimodale e a due diversi segnali che lavorano su due differenti target cellulari, contro il dolore cronico. Ne dà notizia Medtronic. “Decenni di scienza di base hanno dimostrato che le cellule gliali sono un target cellulare importantissimo con un ruolo decisamente attivo nel dolore cronico. Ed è per questo che arriva in Italia, per tutti pazienti che combattono ogni giorno con il dolore cronico alla schiena, la terapia Dtm*Scs (Differential Target Multiplexed – Spinal Cord Stimulation)”.
Dtm* rappresenta “un algoritmo multimodale che coordina più segnali in diversi target anatomici: terapia e impostazioni sono infatti personalizzate in base alle esigenze del singolo paziente. La nuova stimolazione multimodale è la prima terapia di neurostimolazione “basata sia su ricerca preclinica, sia su uno studio clinico, ed è applicata per il neurostimolatore Intellis*”, un sistema per il trattamento del dolore lombare che prevede uno stimolatore midollare impiantabile più piccolo del mondo, dotato di funzionalità avanzate di monitoraggio per una terapia antalgica personalizzata.
I dati del recente studio clinico randomizzato e multicentrico ha messo a confronto l’efficacia della stimolazione del midollo spinale per il dolore lombare con Dtm* rispetto alla stimolazione del midollo spinale convenzionale. Gli scienziati hanno dimostrato – si legge in una nota – che oltre l’80% della totalità dei pazienti monitorati (94 in totale) ha riportato una superiore e profonda riduzione del dolore alla schiena a 3 mesi dall’inizio della terapia. Nello specifico, di questa grande fascia di pazienti responders al Dtm*, il 63% ha riportato l’80% in meno di punteggio di dolore (rispetto al 28% con stimolazione del midollo spinale convenzionale.)
In media, quindi, i pazienti trattati con la nuova terapia Dtm*-Scs, che avevano una diagnosi di dolore alla schiena e alle gambe, compreso il dolore unilaterale (dorso/gamba) e non erano mai stati sottoposti alla stimolazione del midollo spinale, hanno percepito una riduzione del dolore lombare del 74% e del 72% di quello agli arti inferiori. Attualmente, in Italia, i primi pazienti trattati con la Dtm*-Scs sono monitorati presso il centro d’eccellenza per la gestione del dolore cronico Irccs Maugeri di Pavia.
“L’utilizzo di questa rivoluzionaria metodologia di neurostimolazione midollare ha dato risultati eclatanti in termini di funzionalità – dichiara Laura Demartini, direttrice dell’Unità Terapia del dolore dell’Irccs Maugeri di Pavia – Una paziente che non poteva camminare per più di 1 km e non riusciva a dormire a causa dei continui dolori alle gambe e dei crampi, non solo ha percorso 13 km senza alcuna difficoltà ma ha anche ripreso a dormire per 6 ore di fila. In alcuni momenti ci ha riferito che l’intensità del dolore era pari a zero: questo è un cambiamento radicale della qualità di vita. Dovremo valutare i risultati a lungo termine ma i presupposti teorici sono estremamente interessanti”.
“L’impressione che ho avuto è estremamente positiva ed incoraggiante per tutti i pazienti affetti da Fbss, Failed Back Surgery Syndrome, la sindrome da fallimento chirurgico spinale – dichiara a sua volta Roberto Arcioni, esperto di terapia del dolore – Il primo trattato è un paziente complesso, giovane, con più patologie croniche invalidanti. L’esito del follow-up a due mesi è stato perfettamente aderente ai risultati dello studio randomizzato, i cui dati sono stati presentati al Nans (North American Neuromodulation Society), alcuni mesi fa. Il benessere psico-fisico ottenuto è stato così importante che, dopo una settimana dall’impianto definitivo, il paziente ha subito iniziato una riabilitazione quotidiana ed intensiva, al fine di recuperare il tono muscolare perso dopo anni di inattività forzata per il dolore intenso”.
I dati dello studio sono stati presentati nel corso di un simposio dal titolo ‘Dtm* Scs Science That Matters’: settembre è il mese che la U.S. Pain Foundation, l’associazione statunitense che sostiene i pazienti aiutandoli a superare le difficoltà che quotidianamente si trovano ad affrontare, ha deciso di nominare Pain Awareness Month, il mese della consapevolezza sul dolore. Il dolore cronico, per definizione, ha una durata che supera i 3-6 mesi e ha pesanti ripercussioni sulla qualità di vita del paziente perché ne limita le capacità funzionali, lavorative e le attività sociali. In Italia ne soffre il 26% della popolazione, 1 persona su 4. Il dolore cronico è stato riconosciuto come vera e propria patologia a causa delle conseguenze invalidanti che comporta e l’Organizzazione mondiale della sanità lo ha identificato come uno dei maggiori problemi mondiali di salute pubblica.

(Adnkronos)

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