Fase 3: pediatri Sicupp, ‘misura temperatura a casa e no medico scolastico’



Roma, 8 set. (Adnkronos Salute) – “Le ansie, le paure, i sintomi da stress post-traumatico non evaporano al sole: molti comportamenti attuali nei bambini come negli adulti ancora riflettono la permanenza di queste preoccupazioni, che anzi sembrano ampliarsi proprio per l’apertura delle scuole”. Lo rileva La Società italiana per le cure primarie pediatriche (Sicupp), che ha redatto un documento sul rientro a scuola, suggerendo tra l’altro il controllo della temperatura a casa e non a scuola, un corretto uso delle mascherine, e bocciando l’ipotesi di reintrodurre il medico scolastico.
“Un insegnante impaurito e stressato come potrà tranquillizzare un suo allievo? Altro elemento sociale da non sottovalutare è la necessità per i genitori di andare a lavoro e quindi di poter mandare i figli al nido, alla materna, a scuola per alcune ore al giorno. Nella nostra società spesso la funzione vicariante alla scuola o alla presenza dei genitori è svolta dai nonni, magari anziani e quindi più a rischio per le conseguenze dell’infezione da Covid-19”, rilevano i pediatri. Con la riapertura delle scuole è necessario applicare una strategia di risposta immediata ad eventuali casi sospetti e confermati. Ecco i consigli della Sicupp:
LA TEMPERATURA – Per quanto si riferisce al controllo della temperatura degli studenti per prevenire focolai nelle comunità scolastiche la Sicupp ritiene che, come definito dal recente documento dell’Istituto Superiore di Sanità, questa debba essere effettuata a casa e non all’ingresso della scuola. Come pediatri di famiglia, e in coerenza con la Convenzione internazionale dei diritti del fanciullo, riteniamo che la famiglia, essendo la prima responsabile della salute dei propri figli, debba essere valorizzata, e quindi supportata ed educata, nell’essere attrice in prima persona nella corretta gestione di alcuni aspetti importanti in questa fase.
LE MASCHERINE – Per essere efficaci, le maschere dovrebbero: coprire sia il naso che la bocca; adattarsi comodamente ma confortevolmente contro i lati del viso; essere fissati con anelli per le orecchie o lacci; avere più strati di tessuto; consentire una respirazione senza restrizioni; essere lavati e asciugati accuratamente dopo l’uso nel caso dei modelli riutilizzabili.
MEDICO SCOLASTICO – Valorizzare il ruolo delle famiglie nel sentirsi ed essere in grado di fare quelle poche, ma importanti azioni che attuino misure preventive che probabilmente dovranno essere applicate a lungo, rientra nell’aspetto dell’educazione alla genitorialità che è specifica del ruolo professionale del pediatra di famiglia. Quanto detto “ci fa esprimere parere contrario alla proposta, più volte letta e declinata in vari modi, e in alcune regioni già allo studio se non già in corso di definizione, di ricostituire la figura del medico scolastico. Oltre ad essere una ripetizione inutile di funzioni già svolte dalla nostra categoria, ha poco senso in questo contesto in cui l’unica modalità di accertare una infezione da Covid-19 in atto non è né un esame clinico, né l’esecuzione di test sul sangue più o meno rapidi, ma l’esecuzione di un tampone”.
VACCINI – Sarà inoltre necessario che non si abbassi la guardia sui vaccini per non far riemergere alcune malattie che presentano rilevanti rischi per la salute (morbillo in primis), e che si mettano in atto efficaci campagne vaccinali contro l’influenza: come più volte espresso anche dalla Sicupp, questa campagna vaccinale non dovrebbe interessare solo le categorie a rischio, ma essere estesa il più possibile alla fascia 6 mesi-6 anni.

(Adnkronos)

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