In 50 anni su le temperature nelle province italiane, peggio a Brindisi



Roma, 19 ago. – La temperatura media nelle province italiane, rispetto a 50 anni fa è aumentata di 2,2 gradi centigradi, toccando picchi di oltre 4 gradi in alcune aree del Paese. Peggio di tutte fa Brindisi, la più ‘riscaldata’ d’Italia, con un riscaldamento di +3,12° C gradi, seguita da Roma (3,07°), Sondrio (2,98°) e Milano (2,85°). Lo rivela la ricerca realizzata dell’Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa/EDJNet nell’ambito del progetto In Marcia con il Clima; i dati utilizzati per lo studio sono quelli prodotti da Copernicus e dallo European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (Ecmwf).
In ordine, fino alla 20esima posizione, troviamo Latina (2,79°), Vicenza (2,76°), Monza Brianza (2,73°), Bolzano-Bozen (2,71°), Lecce (2,69°), Taranto (2,68°), Campobasso (2,67°), Verbano-Cusio-Ossola (2,66°), Reggio Calabria (2,65°), Pordenone (2,63°), Varese (2,61°), Bergamo (2,58°), Verona (2,56°), Brescia (2,56°), Treviso (2,54°) e Frosinone (2,53°).
La regione che ha registrato l’incremento maggiore è il Lazio (+2,66 °C), seguita da Trentino-Alto Adige (+2,57 °C) e Lombardia (+2,56 °C).
Secondo Marco Cappato, tesoriere dell’associazione Luca Coscioni e fondatore di Eumans!, il movimento di cittadini europei attivo sullo sviluppo sostenibile, “occorre una vera svolta che combini le esigenze dell’economia e dell’ecologia, tassando le emissioni di CO2 per evitare una catastrofe planetaria, scenario più che probabile se le politiche nazionali resteranno invariate. Soltanto i cittadini europei possono ora mettere sul tavolo le proposte che i Governi non hanno avuto il coraggio di formulare in modo adeguato”.
Cappato con Eumans! è impegnato in StopGlobalWarming.eu, iniziativa dei cittadini europei nata da un’idea di 27 Premi Nobel e 5.227 scienziati e che vanta la fiducia di personalità del mondo della cultura e dello spettacolo e che, al raggiungimento del milione di firme, chiederà alla Commissione Europea di impegnarsi a elaborare la proposta legislativa di fermare il riscaldamento globale spostando le tasse dalle persone all’ambiente, e dunque tassando le emissioni di CO2 e riducendo le tasse sul lavoro.
Per raggiungere il milione di firme necessario, è appena stato prorogato di 6 mesi il termine inizialmente fissato al 20 luglio 2020, e ora spostato al 20 gennaio 2021. “Se riusciremo a raccogliere un milione di firme da almeno 7 Stati membri – spiega Cappato – la Commissione europea sarà così formalmente obbligata ad esprimersi su una proposta finalmente adeguata ad affrontare l’emergenza climatica”.

(Adnkronos)

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