La diarrea del viaggiatore: come comportarsi in questi casi

Viaggiare in posti lontani ed esotici è una delle esperienze più belle che si possano provare, ma in alcuni paesi con condizioni igienico-sanitarie scarse o insufficienti può insorgere una fastidiosissima condizione debilitante: la così detta diarrea del viaggiatore. È uno stato transitorio e non particolarmente grave, che però può rendere impossibile godersi a dovere la propria vacanza o il proprio viaggio di lavoro.

Quali sono i sintomi e le possibili cause

Le cause della diarrea possono essere diverse, ma nella maggior parte dei casi la condizione è generata da agenti infettivi introdotti nel corpo tramite l’assunzione di cibi o bevande contaminati da batteri come Escherichia coli, Campylobacter, Sghighella o Salmonella. Non solo batteri però, tra le cause della diarrea del viaggiatore si possono annoverare anche virus e parassiti. Tra i sintomi più comuni della diarrea del viaggiatore ci sono anche nausea, vomito, cefalea, crampi addominali, rumori intestinali e febbre. Questi sintomi sono i medesimi anche quando questa condizione sopraggiunge in circostanze diverse dal viaggio, ma in tal caso le cause della diarrea, ci viene qui spiegato, sono di natura diversa e vanno dall’infezione gastrointestinale alle intolleranze alimentari fino ad arrivare alla celiachia e ad altre malattie intestinali. In ogni caso gli episodi di diarrea possono essere di intensità più o meno grave, ma raramente degenerano in situazioni croniche.

Cosa fare se si ha la diarrea quando si è in viaggio

La via più semplice per non rovinare il proprio viaggio con questa spiacevole condizione è cercare di prevenirne al meglio l’insorgenza, seguendo alcune regole basilari per minimizzare il rischio: non bere l’acqua del rubinetto, evitare cibi e bevande acquistati in luoghi che presentano condizioni igenico-sanitarie non sufficienti, non mangiare cibi crudi o poco cotti come carne, pesce e verdura. Bisogna dunque affidarsi a cibi ben conservati e cucinati, mentre dal punto di vista delle bevande meglio ricorrere sempre a quelle imbottigliate o fatte scaldare fino a bollitura come tè o caffè caldo. In ogni caso, se si dovesse comunque incorrere nella diarrea del viaggiatore non ci sarebbe da disperarsi, dal momento che la maggior parte delle volte non viene contratta in maniera grave e si risolve da sola nel giro di 3-5 giorni. L’importante è cercare di mantenere sempre una corretta idratazione e di reintegrare i sali minerali, che le scariche di diarrea inevitabilmente sottraggono al corpo; ovviamente, per farlo bisogna ricorrere ad acqua che non sia contaminata, altrimenti il problema non può fare altro che peggiorare. Qualora le scariche dovessero essere molto intense, frequenti e dolorose, si può ricorrere a uno dei tanti farmaci antidiarroici presenti sul mercato, in modo da poter quantomeno tenere sotto controllo la situazione mentre la malattia fa il suo decorso. In alcuni casi e in particolare a fronte di sintomi importanti può essere utile adottare anche una terapia antibiotica, ma prima di cominciare un ciclo è sempre il caso di consultare il proprio medico curante, che comunque va contattato qualora la diarrea dovesse prolungarsi per oltre una settimana con sintomi acuti.

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