Comunicato stampa: firma Protocollo di intesa per nodo ferroviario di Padova

E’ stato firmato a Palazzo Moroni l’addendum al Protocollo di intesa per la “concretizzazione degli interventi e per l’avvio dei conseguenti approfondimenti funzionali e progettuali atti alla valorizzazione del nodo ferroviario di Padova” tra Ministero dei trasporti e delle infrastrutture, Regione Veneto, Comune di Padova, Rete ferroviaria italiana e Fs Sistemi urbani.
A firmare il documento, la Ministra dei trasporti e infrastrutture, il Presidente della Regione Veneto, il Sindaco di Padova, l’amministratore delegato di Rfi Maurizio Gentile e l’amministratore delegato di Fs Sistemi urbani Umberto Lebruto, presenti anche l’amministratore delegato del Gruppo Fsi Gianfranco Battisti e il Prefetto vicario di Padova.
 

La prima importante novità è proprio la firma dell’addendum da parte del Ministero con la partecipazione in prima persona della Ministra dei trasporti e infrastrutture, a sottolineare l’importanza che il Governo attribuisce all’intesa (il protocollo era stato firmato da Regione, Comune e Rfi il 2 dicembre 2019) che va a ridefinire in maniera complessiva il nodo ferroviario di Padova e le aree della città interessate dalle sue infrastrutture.
 

Già il 6 marzo 2020 Rfi ha messo a disposizione delle parti un primo rapporto di lavoro redatto dal Gruppo di lavoro immediatamente insediatosi dopo la firma del Protocollo a dicembre, che ha individuato tutti gli ambiti del nodo Stazione di Padova e ha ipotizzato alcune prime ipotesi progettuali sui temi oggetto del Protocollo stesso: il completamento della linea ac/av da Grisignano a Padova e la sua penetrazione nella Stazione di Padova, e la valorizzazione e razionalizzazione delle linee tradizionali, sia passeggeri che merci, con particolare attenzione ai collegamenti dell’importante polo logistico rappresentato da Interporto Padova che, da solo, genera oggi un traffico che si avvicina agli 8.000 treni merci/anno, ma soprattutto il riassetto dell’edifico della Stazione di Padova con una “stazione ponte” sopra i binari, delle aree urbane limitrofe e le prospettive di recupero e riutilizzo dell’area ferroviaria non più utilizzata limitrofa alla Stazione centrale.
Il documento inoltre evidenzia gli importanti progetti e investimenti previsti dal Comune di Padova a partire dalla realizzazione di due nuove linee tranviarie che interessano l’area della Stazione.

L’addendum firmato oggi, oltre a confermare in pieno i contenuti del Protocollo firmato a dicembre, aggiunge alcuni importanti novità: definisce con precisione l’ambito del nodo ferroviario di Padova (a sud il ponte sul Bacchiglione, a ovest il cavalcavia di corso Australia, a nord il ponte sul Brenta del Sfmr, a est la futura stazione di San Lazzaro limitrofa all’area del Nuovo Ospedale) e individua le aree ferroviarie non più utilizzate disponibili alla riconversione ad usi urbani.

Stabilisce inoltre, vista la complessità degli interventi e degli ambiti interessati, la redazione da parte di Rfi di un Documento di fattibilità che contenga tutte le alternative progettuali individuate e il progetto di fattibilità tecnico economica del nodo di Padova.
Fs Sistemi urbani da parte sua svilupperà un Masterplan delle aree di trasformazione. Il nuovo assetto infrastrutturale e il nuovo assetto urbanistico definito dal Masterplan seguiranno iter approvativi indipendenti tra loro.

L’addendum dedica anche un apposito capitolo alla manutenzione del cavalcavia Borgomagno in cui si stabilisce che, diversamente da quanto stabilito in passato, sarà il Comune di Padova a progettare e realizzare i lavori necessari. Questa messa in sicurezza è funzionale, anche da un punto di vista temporale, alle opere che sarà necessario realizzare in loco per il futuro assetto ferroviario della Stazione con l’arrivo dell’alta velocità e il riassetto di tutto il piano dei binari.

Per la progettazione e i lavori relativi al cavalcavia Borgomagno è previsto un investimento di 1.800.000 euro e il Comune si impegna a completare la progettazione in 120 giorni a partire da oggi.

Il finanziamento delle attività previste dall’addendum è assicurato facendo ricorso alle somme stanziate dalla 2° appendice del 7 novembre 2013, contributo al Comune per la ricostruzione – non la messa in sicurezza ndr – del Cavalcavia Borgomagno, della quale sono ancora disponibili 2.812.678, 73 euro, così suddivisi: 1.800.000 euro al Comune di Padova per progettazione e realizzazione dei lavori di messa in sicurezza del cavalcavia Borgomagno, 1.012.678.73 euro a Rfi per la realizzazione del documento di fattibilità delle alteranative progettuali e del completamento del progetto di fattibilità tecnica ed economica.

La Regione Veneto per parte sua, si impegna a promuove la progettazione della fermata di Padova San Lazzaro, a servizio anche del Nuovo Polo Ospedaliero, a proporla nell’accordo quadro con Rfi, e a promuovere e supportare l’attuazione del Protocollo d’intesa alla luce dell’importanza strategica che esso riveste per la città di Padova e per la Regione Veneto

(Padovanet – rete civica del Comune di Padova)

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