ONDATE DI CALORE A PADOVA: SERVE LA “CINTURA VERDE” CONTRO “L’ISOLA DI CALORE”

08/08/2020

L’ondata di caldo di fine luglio -inizio agosto e che pare stia per ripresentarsi non è dovuta solo all’anticiclone africano. Certo le sue origini risiedono anche nei cambiamenti climatici dovuti alla massiccia e rapida emissione di gas serra. Ma c’è un fattore in più  che aumenta il caldo ed umido soffocante di città come Padova: l’isola di calore, un fenomeno del tutto urbano.

Infatti  – dichiara Lucio Passi, della Segreteria di Legambiente – Padova, come e più di altre città, è caratterizzata da pochi spazi verdi e da ampie superfici asfaltate ed edificate. Questi fattori, uniti al traffico, all’uso dei condizionatori e alla vicinanza di aree industrialidurante le ondate di calore aumentano ulteriormente la temperaturaCreano infatti un’”Isola di Calore Urbana”, una cappa di calore sulla verticale della città, che aumenta la temperature via via che ci si sposta dalle aree rurali al centro urbano (vedi scheda  a piè di pagina)

“Per contrastare il fenomeno serve una cintura verde – continua Passi. Infatti la cintura verde (green belt) presente in molte città europee e USA) è di primaria importanza. Tutte le città che hanno una vera cintura verde hanno un clima più favorevole perché, in assenza di vento vero e proprio, si forma – tra la zona verde, più fresca, e quella cementificata, più calda – un venticello fresco attirato in città. Ma se la brezza è importante contro il caldo è anche fondamentale per disperdere l’inquinamento.

Da anni Legambiente chiede che tale cintura parta del Basso Isonzo per poi estendersi ad un’area compresa tra “la Brenta e il Bacchiglione“. Una green belt ma anche un  parco agro-paesaggistico le cui linee guida sono state elaborate da Legambiente e molte  Associazioni provenienti dal mondo agricolo e ambientalista. Va ricordato che il parco agro-paesaggistico costituisce uno degli impegni fondamentali indicati dalle Linee strategiche di mandato dell’attuale Amministrazione e che a tal fine è già stata predisposta una bozza di deliberazione da far approvare dalla Conferenza Metropolitana di Padova. Purtroppo constatiamo l’inerzia del nostro Comune che dovrebbe essere il principale fautore della realizzazione del progetto”.

“Altrettanto importante – sottolinea l’esponente di Legambiente- è l’intensificazione del verde “minore”, dai parchi urbani alle alberate. Se a Padova ci fossero più piante, più aree verdi, meno impermeabilizzazione del suolo, ci sarebbe più fresco. E’ particolarmente efficace l’effetto refrigerante degli alberi che rinfrescano l’ambiente non solo mediante l’evapotraspirazione da parte delle foglie ma anche attraverso l’ombra proiettata al suolo, senza dimenticare che gli alberi “assorbono” parte dello smog. Purtroppo le Amministrazioni precedenti hanno condannato a morte i cunei verdi rimasti in città con le Variante al PRG voluta sia dalla Giunta Destro che da quella Zanonato, permettendo di edificare in quelle aree. Così oggi i parchi previsti nei cunei verdi dal lungimirante  PRG di Piccinato sono in disfacimento: Basso Isonzo docet! Ci appelliamo all’Amministrazione attuale affinché attui un rapida inversione di tendenza. Intraprendere – conclude Passi- queste serie di misure oltretutto metterebbe Padova sulla doverosa strada dell’adattamento ai cambiamenti climatici”.

Categoria: ambiente | comunicati stampa | verde urbano      

(Legambiente Padova)

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