Coronavirus, Conte: “Misure precauzionali minime fino al 7 settembre”


Il premier: “Lievi segnali di ripresa dei contagi ma stiamo facendo meglio di altri Paesi”
Roma, 7 ago. Con il nuovo Dpcm ci sarà “la proroga fino al 7 settembre delle misure precauzionali minime che sono attualmente in vigore”. Lo ha detto in conferenza stampa il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. “Ci sarà ancora l’obbligo delle mascherine nei luoghi chiusi accessibili al pubblico – ha spiegato – il distanziamento rimane di un metro, il divieto di assembramento rimane. E ovviamente la raccomandazione di lavarsi e disinfettarsi le mani costantemente”.
“Con il nuovo Dpcm, in perfetta coerenza con i provvedimenti attuati fino ad oggi, abbiamo introdotto misure proporzionate, adeguate alla situazione attuale. Siamo in sostanziale stabilità della curva epidemiologica con lievi segnali di ripresa dei contagi. Stiamo facendo bene, anche meglio di altri Paesi” ha osservato il premier, sottolineando che l’Italia “è stato il primo Paese occidentale colpito dal virus ma siamo usciti dalla crisi più acuta prima degli altri”. “Riceviamo attestati da tutto il mondo ma è merito di voi cittadini perché è col vostro comportamento responsabile che otteniamo risultati – ha aggiunto – Non vogliamo nuove restrizioni”.
Ma “bisogna essere accorti ed intelligenti, non possiamo tornare indietro e vanificare tutti gli sforzi fin qui fatti. Capisco che questo è il periodo più caldo dell’anno, capisco i giovani che hanno desiderio di movide, però attenzione: bisogna muoversi in modo responsabile, dobbiamo preoccuparci della salute dei nostri cari e soprattutto delle persone più fragili, più vulnerabili”.
NAVI DA CROCIERA – Nel nuovo Dpcm “abbiamo previsto la ripartenza delle navi da crociera dal 15 agosto e la ripresa di alcune attività economiche come quelle fieristiche”, ha poi annunciato il presidente del Consiglio, con gli allestimenti che “possono partire subito” e “le fiere vere e proprie dal primo settembre”.
VERBALI CTS – Interpellato sulla desecretazione dei verbali del Cts, Conte ha sottolineato che “il governo si è assunto sempre la responsabilità politica delle sue decisioni”.
“Man mano che vengono pubblicati i verbali del Cts ci sarà il giochino per dire su quale misura il governo è stato più o meno restrittivo. Le nostre sono state sempre valutazioni complesse” ha scandito il premier.
“Non vi riferisco quel che ho detto ai pubblici ministeri che stanno investigando a Bergamo, ho il vincolo del segreto istruttorio” ma posso dire che “del verbale Cts del 3 marzo vengo a conoscenza il giorno 5”, quando “perviene al segretario generale della Presidenza del Consiglio” ha riferito Conte.
“A margine del Cdm del giorno 5, fermandomi con i ministri competenti, facciamo una valutazione su questa proposta di adottare una cintura rossa per i piccoli comuni di Alzano e Nembro. A quel punto maturiamo la convinzione che sia opportuna una interlocuzione con il Cts. Lo chiede il ministro della Salute al professor Brusaferro, il quale molto velocemente, la sera del giorno 5 elabora un parere e lo manda al ministro della Salute, che a notte inoltrata lo manda anche a me. Io e il ministro ci confrontiamo: gli anticipo che sarei andato io al Cts per confrontarmi con gli esperti. Avevamo predisposto per la zona rossa ma avevamo comunque un dubbio: in una situazione ormai compromessa dal punto di vista della evoluzione epidemiologica, che senso ha introdurre una cintura rossa solo per Alzano e Nembro?”, ha proseguito il presidente del Consiglio.
Il 6 marzo il Comitato tecnico scientifico “si convinse che era necessario adottare misure più restrittive. Il parere del Cts è del 7 marzo. In poche ore ci confrontiamo con i ministri competenti, con i presidenti di tutte le Regioni e gli enti locali. Io personalmente, tra le due e le tre di notte, firmo il nuovo Dpcm: zona rossa per tutta la Lombardia”.

(Adnkronos)

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