Un progetto per il Kenya e la comunità di Nyahururu ai tempi del Covid-19

Estratto dai racconti raccolti attraverso il Progetto “#Padovamondo Raccontare #Cooperazione”

Caleb è un bambino con gravi disturbi mentali. È il quarto di 5 figli. La sua mamma fa lavori occasionali e coltiva il piccolo orto familiare, mentre il papà lavora a Mombasa. Vive in una piccola casa di terra e lamiera in una zona rurale attorno a Nyahururu.

Con il Covid-19 e le restrizioni governative molte cose sono cambiate, come racconta la mamma di Caleb: «Da quando il Coronavirus è arrivato in Kenya, la vita per noi è diventata molto difficile. È complicato trovare un lavoro occasionale e le scuole e le imprese hanno chiuso. Caleb è peggiorato perché la sua condizione richiede un monitoraggio costante. Mio marito, che lavora a Mombasa in un ristorante, è disoccupato ed è passato molto tempo da quando ci ha inviato un po’ di soldi. Situazione ulteriormente complicata dall’impossibilità di muoversi dentro e fuori la contea». Questa è una delle tante storie incontrate in queste giorni e che sono comuni a molte altre nel mondo.

Il Saint Martin Csa ,l’Arche Kenya e Talitha Kum continuano a far fronte all’emergenza Covid-19 aiutando le famiglie più fragili, fornendo alle comunità punti di igienizzazione, sostenendo le piccole attività artigianali, sensibilizzando attraverso la radio la popolazione sulle norme igieniche da seguire, fornendo counselling alle famiglie e ai minori in difficoltà.

Il progetto Stawisha Jamii-Tuko Pamoja siamoinsieme è possibile grazie ai molti cittadini che aiutano le famiglie in difficoltà, ad amici e benefattori e al sostegno della Fondazione Fontana Onlus e della Fai – Foundation assistance internationale“.

(Padovanet – rete civica del Comune di Padova)

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