FASE3. PRESENTATA LA RETE SOCIALE DI COLDIRETTI. 9MILA FATTORIE DA NORD A SUD D’ITALIA. IN VENETO LE AZIENDE SOLIDALI INSERITE NELLA PROGRAMMAZIONE SANITARIA

FASE3. PRESENTATA LA RETE SOCIALE DI COLDIRETTI. 9MILA FATTORIE DA NORD A SUD D’ITALIA. IN VENETO LE AZIENDE SOLIDALI INSERITE NELLA PROGRAMMAZIONE SANITARIA

https://youtu.be/VIePiJ4_d3M nel video allegato le immagini dell’agrinido Cucù Bebè di Soave

 

FASE 3. LA RETE SOCIALE DI COLDIRETTI CONTA 9MILA FATTORIE

IN VENETO LE AZIENDE AGRICOLE INSERITE NELLA PROGRAMMAZIONE SANITARIA

14 luglio 2020 – Una rete sociale che percorre tutta l’Italia da nord a sud e conta 9mila fattorie dove famiglie in difficoltà, gli anziani, i bambini, i disabili e le fasce più disagiate della popolazione travolte dalla crisi generata dall’emergenza coronavirus possono trovare accoglienza. E’ quanto emerge dal primo rapporto di Coldiretti dedicato a “La vera agricoltura sociale fa bene all’Italia” presentato a Roma a Palazzo Rospigliosi alla presenza del Presidente della Coldiretti Ettore Prandini e del ministro delle Politiche agricole Teresa Bellanova. Le aziende agricole impegnate nell’economia solidale sono aumentate di 7 volte dal 2013 e sono in grado di offrire oggi un valore di servizi sanitari ed educativi che ha raggiunto il miliardo di euro secondo le stime della Coldiretti. Nell’ultimo anno – spiega la Coldiretti – oltre 40mila famiglie hanno usufruito dei servizi nati grazie all’impegno sociale degli agricoltori con azioni di aiuto e sostegno a disabili motori e cognitivi, a persone con autismo, a detenuti ed ex detenuti, a minori disagiati o con difficoltà di apprendimento, a donne vittime di abusi, ad anziani, a persone con problemi relazionali oppure con dipendenze fino ai disoccupati e agli stranieri.

Il Veneto – spiega Coldiretti – fa la sua parte con la prima normativa regionale ispirata proprio dalla nutrita presenza delle varie espressioni della multifunzionalità agricola come agrinidi, fattorie della tenerezza, aziende agricole impegnate nel recupero di soggetti con dipendenze, nel reinserimento lavorativo, dall’ortoterapia alla pet therapy, dall’assistenza sanitaria e psicologica all’integrazione culturale. Si tratta di opportunità offerte dal nuovo welfare “verde” al tempo del coronavirus per affiancare – sottolinea la Coldiretti – il sistema dei servizi pubblici messo sotto pressione. A fronte di un contesto che segnala presenze in crescita di nuove povertà, disagio minorile con frequenti casi di bullismo ed emergenze familiari, la Regione Veneto ha inserito recentemente le aziende solidali nella programmazione sanitaria riconoscendone l’importanza strategica nel terzo settore assistenziale. L’area del disagio – conclude Coldiretti Veneto – si è ampliata in questi mesi di pandemia con l’aumento del 30% di nuovi poveri hanno bisogno di aiuto anche per mangiare per effetto della crisi economica e sociale provocata dall’emergenza coronavirus e dalla conseguente perdita di lavoro con persone e famiglie che mai prima d’ora avevano sperimentato condizioni di vita così problematiche. Una crisi collettiva nazionale trasversale per demografia e lavoro senza precedenti dai tempi del dopoguerra e che – evidenzia il rapporto di Coldiretti – può trovare delle risposte nelle esperienze di agricoltura sociale diffuse su tutto il territorio nazionale: il 52,4% al Nord, il 21,4% al Centro e il 26,2% al Sud. Il nuovo welfare “verde” – sottolinea la Coldiretti – nasce dall’innesto dei percorsi di riabilitazione e di reinserimento sociale grazie ad attività agricole tradizionali come la coltivazioni, l’allevamento, l’agriturismo, le fattorie didattiche e anche le vendite dirette che coinvolgono l’80% delle fattorie sociali italiane la cui dimensione media raggiunge i 24 ettari più del triplo delle altre aziende agricole.

(Coldiretti Padova)

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