Padre Santucci: “Caro Papa, è necessario un Giubileo universale dei debiti”


L’appello pubblico indirizzato a Bergoglio dal gesuita autore del libro “Lo scarto”
Catanzaro, 8 lug. – “Caro Papa Francesco, chi le scrive è un suo confratello, di qualche anno più anziano di Lei. La mia vita è stata sempre a contatto con quelle persone che Lei giustamente ama chiamare ‘gli scarti’. Ormai sono vecchio, ma da alcuni anni seguo con interesse il gruppo creatosi intorno all’icona della Madonna dei debitori. Apprezzo molto il lavoro che stanno facendo per individuare e curare il cancro del millennio: il debito, originato dalle sequenze monetarie private, in mano a bancari senza scrupoli”. Comincia così l’appello pubblico indirizzato a Papa Francesco dal gesuita Padre Ernesto Santucci, autore del libro “Lo scarto”.
“Partendo dal testamento del teologo Jacques Maritain e dalla crisi permanente di una società dove oggi esiste solo un euro in circolazione per ogni sei euro di debito, tra pubblico e privato – spiega Padre Santucci – mi viene alla mente la necessità di un Giubileo all’antica, un giubileo universale di tutti i debiti, come suggerito da tempo da tanti economisti tra cui il prof. Michael Hudson. Questo giubileo è reso ancora più necessario dalla crisi della pandemia che, se anche ci costringe a mascherarci, ci offre un’opportunità per una riflessione più profonda. Il vero malessere che ci opprime è dovuto al fatto che la società ha un cancro terribile: lo stadio terminale del capitalismo quando alla trinità la gente sostituisce il Dio quattrino, l’unico che apparentemente permette loro di godere appieno dei diritti civili (cibo, vestiti, casa, bollette, etc.)”.
Per il gesuita, dunque, se si vuole “tentare un’alternativa occorre pensare innanzitutto a togliere l’angoscia della precarietà dovuta al debito, un debito inestinguibile moralmente e matematicamente, che mette l’uomo contro l’uomo, senza speranza di vittoria comune. E dico moralmente perché alla luce degli studi del gruppo della Madonna dei Debitori, si è rivelato che le banche creano denaro dal nulla senza contabilizzarlo, e per questo mimano continuamente di essere sull’orlo del fallimento invocando aiuti perenni da uno Stato ignaro o complice. Il mondo è quindi diviso in due, tra veri rovinati e quelli che simulano la rovina per ottenere ulteriori concessioni, i banchieri-dittatori”.
Più in là, nel suo appello a Papa Bergoglio, Padre Santucci aggiunge: “La Chiesa si trova di fronte a un bivio: o è parte della soluzione o rimane parte del problema. Un’alternativa drastica, prima dell’avvento prossimo della moneta di Banca centrale, è quella di creare una moneta cristiana per dare al Cesare di Francoforte l’euro che è il suo, e dare al popolo di Dio una moneta libera dal debito usuraio (oggi costerebbe veramente poco realizzarla, specie se si è ancora creduti). Ma se questa soluzione fosse troppo ardita, o troppo coraggiosa, si scelga almeno la strada del giubileo dei debiti. Poco importa quanto seguito avrà nell’immediato, l’importante sarebbe già annunciarlo! Francamente, non fare niente sarebbe facilitare la presa demoniaca della genìa di banchieri che stanno spremendo il pianeta di tutte le risorse, senza ottenere, per il danno che fanno, un beneficio equivalente”.
Infine, il gesuita conclude: “Mi appello alla Sua Saggezza per valutare l’opportunità migliore e prendere l’iniziativa. Ritengo che suo intervento in proposito potrà essere molto utile alla causa. Lo Spirito Santo illumini le sue parole. Tante povere persone, schiave dell’usura, potranno ritornare ad avere serenità e pace. Mi benedica. Saluto cordialmente, Suo fratello in Cristo Padre Ernesto Santucci S.J”.

(Adnkronos)

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