L’OZONO FA FILOTTO. IL RITORNO DI TRAFFICO E INQUINAMENTO

25/06/2020

In questi ultimi giorni il limite di legge per la protezione della salute umana dall’Ozono (120 microgrammi per metro cubo d’aria) è stato superato per cinque giorni consecutivi. Siamo già a 19 superamenti giornalieri su 25, il massimo ammesso dalla legge in un anno: il riferimento è la centralina Arpav della Mandria rappresentativa della media urbana.

Più di un mese fa –dichiara Lucio Passi, responsabile politiche antismog di Legambiente Padova –  avvertivamo che in assenza di adeguati interventi dell’Amministrazione comunale nella “fase 2” sarebbe è aumentato il traffico e il conseguente inquinamento dell’aria. Infatti i mezzi pubblici trasportano meno passeggeri per rispettare il distanziamento sociale e quindi, con l’ulteriore apertura della Attività economiche si è puntualmente verificato l’aumento del traffico e dello smog. Le condizioni meteo estive disperdono il Pm10 ma favoriscono l’accumulo dell’Ozono. Per questo Legambiente aveva invitato l’Amministrazione a riorganizzare gli spostamenti urbani: per evitare che l’auto fosse vista come l’unica soluzione per proteggersi dal virus che ancora circola. Serviva, e serve, riorganizzare la mobilità: da subito con gli interventi più semplici ed economici (favorire le bici e diffondere la micro mobilità elettrica), poi sul medio e lungo periodo con quelli via via più complessi, riaprendo con urgenza il confronto cittadino per migliorare il nuovo Pums (Piano urbano mobilità sostenibile).
“Ma l’Amministrazione – continua Passi-  è al palo, sicuramente soprattutto per carenza di fondi, ma va ricordato che lo scorso due maggio aveva diffuso un manifesto di intenti,  che a parole sembrava prendere atto della necessità di promuovere le alternative all’auto. A partire dalla ciclabilità e dal microelettrico. Me alle parole non pare siano seguiti seguono i fatti, mentre molte città europee e italiane, come Bologna e Milano, si stanno muovendo, o come Clermont Ferrand che già lavora alacremente alla la realizzazione di nuove piste ciclabili provvisorie.

Padova, insomma, è  ferma alle pie intenzioni. Nel citato documento del Comune si proponeva, tra le altre cose di realizzare ciclabili light. Ma solo due “Bike Lane” (ovvero interventi leggeri ed economici, piste solo tratteggiate, previsti dal Decreto Rilancio del Governo che modifica il codice della strada) sono in via di realizzazione. E perchè non si introduce il doppio senso di marcia nelle vie della ZTL, per biciclette e monopattini elettrici? E’ un intervento a costo quasi zero.

Nel frattempo- sottolinea Passi- guardiamo con attenzione alla proposta  della Soprintendendenza di chiudere una o più strade che portano alle piazze, per equilibrare così il l’aumento dei plateatici e c’è anche chi parla di estendere la pedonalizzazione delle piazze, cosa che Legambiente appoggia, raccomandando però di non compromettere la ciclabilità.”

“Infine –conclude l’esponente di Legambiente- è ora che il Comune mantenga le promesse fatte ai residenti di via Dante di limitare ulteriormente l’attraversamento improprio di quella splendida via storica.

Categoria: smog | mobilità | comunicati stampa      

(Legambiente Padova)

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