Bilanci di sostenibilità ancora poco diffusi



Roma, 12 giu. – Le imprese che dichiarano di aver redatto bilanci e/o rendicontazioni ambientali e di sostenibilità sono meno del 4%, ma la quota raggiunge il 30,8% tra le grandi imprese. La valutazione delle iniziative di sostenibilità ambientale viene invece praticata dal 13,0% delle imprese (quasi 50% nelle grandi). E’ quanto rileva l’Istat nel report ‘Sostenibilità nelle imprese: aspetti ambientali e sociali’.
A livello settoriale le imprese più attive in questo ambito sono quelle della fornitura di acqua, reti fognarie, gestione dei rifiuti e risanamento, che adottano pratiche di certificazione ambientale volontaria nel 44,6% dei casi; di rendicontazione e redazione di bilanci nel 13,6%; di valutazione delle iniziative di sostenibilità ambientale nel 31,2%.
Seguono le imprese dell’estrazione di minerali da cave e miniere (27,6%, 6,8% e 27,4%) e ancora una volta della fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata (26,1%, 18,6% e 23,0%).
La nomina di un referente interno e/o l’istituzione di una struttura per la responsabilità ambientale, che nel complesso interessa meno del 10% delle imprese, cresce sensibilmente all’aumentare della dimensione aziendale. Tale soluzione organizzativa interessa infatti oltre la metà delle imprese con 250 e più addetti mentre risulta molto meno diffusa nelle micro e nelle piccole imprese.
La nomina di un referente/struttura per la responsabilità ambientale è più frequente nella fornitura di acqua e gestione di rifiuti, con una quota di imprese più che tripla rispetto alla media, nel settore estrattivo e nella fornitura di energia (quota più che doppia in entrambi i casi).
Le soluzioni organizzative comportano un ridisegno dei processi produttivi e/o l’adozione di nuovi modelli di produzione nel 13,7% dei casi. L’intervento sui processi produttivi è più diffuso nell’industria in senso stretto (23,2%), in particolare nell’industria manifatturiera (23,3%).
Per alcune imprese, la sostenibilità ambientale rappresenta un obiettivo da estendere anche ai fornitori della filiera produttiva, coinvolgendoli nelle iniziative di riduzione dell’impatto ambientale delle proprie attività: si tratta del 14,0% delle imprese per i fornitori italiani e dell’1,5% per i fornitori stranieri. Il coinvolgimento dei fornitori appare più frequente nei settori della fornitura di acqua e gestione dei rifiuti (25,3%) e della fornitura di energia (24,7%).

(Adnkronos)

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