Decreto Rilancio – Art. 30 Il Taglio della bolletta elettrica

Ecco come funzionerà il taglio per le piccole e micro imprese previsto dal Decreto Rilancio

Con la Delibera 190/2020 del 26 Maggio Arera rimodula le componenti fisse per le bollette delle utenze non domestiche (Altri Usi) connesse in bassa tensione: l’intervento riguarderà 3,7 milioni di Pmi.

Un taglio da 600 milioni per le bollette delle piccole e micro imprese che per le tre mensilità prese in considerazione godranno di un taglio medio dei costi di circa 160 Euro. 

La delibera che segue di qualche giorno il Decreto Rilancio, resa pubblica dall’Arera è a disposizione dei fornitori di energia che dovranno applicarla in automatico. L’intervento per i clienti non domestici riguarderà, secondo le stime formulate dalla stessa Authority presieduta da Stefano Besseghini, almeno 3,7 milioni di Pmi danneggiate dall’emergenza coronavirus.

Il ruolo dell’Autorità

Con la delibera l’Arera fissa la riduzione della spesa sostenuta dalle utenze elettriche non domestiche connesse a bassa tensione per i mesi di maggio, giugno e luglio. L’intervento, che costerà alle casse pubbliche 600 milioni e che punta ad alleggerire i costi sostenuti dalle aziende colpite dal Covid-19, dovrà riguardare la quota fissa della bolletta delle piccole e micro imprese: in altri termini, le voci riguardanti “trasporto e gestione del contatore” e “oneri generali di sistema”, vale a dire tutte le componenti pagate in bolletta che servono a coprire i costi per attività di interesse generale per il sistema elettrico nazionale.

Come sarà calibrato il taglio

Sarà l’Autorità a dover rideterminare queste voci «senza aggravi tariffari per le utenze interessate e in via transitoria» in modo da prevedere un risparmio «parametrato al valore vigente nel primo trimestre dell’anno, delle componenti tariffarie fisse applicate per punto di prelievo». In sostanza, l’Arera dovrà innanzitutto riderminare le attuali quote fisse, indipendenti dalla potenza, relative alle tariffe di rete e agli oneri generali per tutti i clienti non domestici alimentati a bassa tensione. Per i soli utenti con potenza disponibile superiore a 3,3 kilowatt (tipicamente piccoli esercizi commerciali, artigiani, professionisti, servizi e piccoli laboratori), le componenti fisse saranno rideterminate in modo da ridurre la spesa applicando una potenza “virtuale” fissata convenzionalmente a 3 kilowatt, senza che ciò comporti ovviamente alcuna limitazione ai prelievi delle Pmi interessate.

Qui di seguito, trascurando volutamente i costi fissi poco significativi, abbiamo simulato l’effetto del Taglio considerando che le rispettive Potenze contrattualmente Impegnate, saranno considerate nel trimestre Mag. – Lug. ’20 alla potenza “virtuale” di 3 kW.

– In allegato tabella simulazione costi trasporti e oneri di sistema – 

I maggiori risparmi saranno appannaggio di chi ha la Potenza Impegnata pari a 15 kW, la quale sfiora uno sconto sui costi del -70% per un Risparmio nel Trimestre di circa – 234 Euro.   

Per attuare l’intervento, il Decreto Rilancio dispone che il ministero dell’Economia versi i 600 milioni in due tranche sul conto emergenza Covid-19 istituito dall’Arera per la copertura delle misure emergenziali presso la Cassa per i servizi energetici e ambientali (Csea).

L’effetto transitorio della Delibera non risolve il problema vero

I fornitori dovranno recepire la delibera e già dal mese di giugno potranno emettere fattura di competenza Maggio ’20 applicando la Potenza “virtuale” di 3 kW per 3 mensilità.

Ma le tante piccole imprese che sono rimaste chiuse nel mese di Aprile ’20 hanno visto con i loro occhi la bolletta loro pervenuta, con consumi e relativi costi energia irrilevanti e quindi con i costi fissi esposti (Trasporto e Oneri di Sistema) assolutamente alti, suscitando lo sconcerto dei più. La ragione per cui questi costi rimangono alti la dobbiamo cercare nella Potenza Impegnata contrattualmente.

Queste tipologie di utenze Altri Usi denominate BTAU, hanno un limitatore di Potenza che, in caso di superamento blocca il contatore elettronico; queste tipologie di contratti però, impongono la fatturazione in bolletta della Potenza Impegnata contrattualmente, indipendentemente dall’effettivo picco di potenza raggiunto nel mese.

Pertanto, per tornare al nostro artigiano che ha ricevuto la bolletta alta nonostante la chiusura per l’intero mese di aprile, e magari un prelievo effettivo di 1 kW di potenza, si ritrova in bolletta fatturati la potenza contrattualmente impegnata di 3,5,10 o 15 kW; se consideriamo che 1 kW ha un parametro di costo di circa 5 Euro/mese, in fattura si può arrivare a 75 Euro/mese.

Se a questo aggiungiamo che da Gen ’18, l’Arera ha posto in essere la riforma degli oneri di sistema che nel tempo ha raddoppiato i parametri di costo legati alla Potenza, appare evidente che questa fascia di consumatori è stata ed è la più danneggiata in termini di costi generali delle bollette e si comprende perché, la stessa Arera si sia proposta a Governo e Parlamento per tagliare questi costi sia pur temporaneamente.

Si può intervenire sulla Potenza contrattualmente Impegnata? E’ possibile togliere il Limitatore di potenza?

Allo stato attuale l’unico modo per razionalizzare questa tipologia di costi è contrattualizzare la Potenza strettamente necessaria al propri fabbisogno; la periodica (mensile) autolettura dei picchi di potenza al contatore, vi permette di verificare se gli stessi sono prossimi alla potenza Impegnata o meno; dopo un adeguato periodo di monitoraggio si può richiedere la Variazione di Potenza al proprio fabbisogno; E-Distribuzione consente la variazione di potenza anche di un singolo kW (non ci sono più solo gli scaglioni standard) nella consapevolezza che un solo kW in meno permette un Risparmio di -60 Euro/anno.

Il Limitatore di Potenza è obbligatoriamente presente negli strumenti di misura (contatori) in queste fasce di Potenza; se però l’azienda chiede una Potenza superiore ai 16,5 kW (es. 17 kW), la può chiedere SENZA il Limitatore.

Questa operazione, consigliabile a tutte le aziende con Potenza Disponibile di 16,5 kW (15 kW di Potenza Impegnata) ha un costo “una tantum” di circa 40 Euro, permette di vedersi fatturata mese per mese il picco di potenza effettivo, con evidenti risparmi.

Il Limitatore di potenza può essere presente anche per Potenze Disponibili più significative, fino a 33 kW.

Se vi trovate in queste situazioni non esitate a contattarci, mandando copia della bolletta a [email protected] per poter essere aiutati a risolvere il problema.

I compiti di Arera       

L’occasione drammatica del COVID ha messo a nudo i limiti della riforma degli oneri di sistema che impatta enormemente sui costi generali delle piccole e micro imprese.

Ci auguriamo che l’Autority, cosi solerte nell’intervenire in modo propositivo sul Governo per il Decreto prima e con la successiva delibera, avvii un percorso per redistribuire gli oneri generali delle bollette in modo più equo su tutte le pmi.

A tal proposito, con l’ormai diffusa installazione degli innovativi strumenti di misurazione, capaci di rilevare i parametri tecnici delle forniture in modo istantaneo e puntuale, si possano introdurre, nuove modalità di contabilizzazione della potenza effettivamente utilizzata e/o di contrattualizzazione personalizzata, anche e soprattutto per le fasce di potenza che sono state oggetto dell’ultima delibera.

Non mancherà l’impegno di Confartigianato, che per primo tra le Associazioni, ha formalizzato istanza all’ARERA per il taglio delle bollette. 

Per ulteriori informazioni

Ing.Simone Baruffa

T.049/8206385 – Cell.340/3413817

email: [email protected]

Allegati

(Unione Provinciale Artigiani Padova)

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