FASE DUE’ E DISTANZIAMENTO SOCIALE:RILANCIARE LA CICLABILITÀ

26/04/2020

Per gestire la convivenza con il coronavirus per far ripartire le città servono soluzioni innovative. “È ormai chiaro a tutti – dichiara Lucio Passi, responsabile politiche ant’inquinamento di Legambiente – “che non sarà possibile tornare al vecchio modello di città. Legambiente Padova sollecita l’Amministrazione a nuove visioni di futuro, a partire dalla mobilità, per la quale vanno pensate soluzioni che non abbiano effetti ambientali collaterali negativi”.

Infatti – continua Passi – prevenzione sanitaria e sostenibilità climatico-ambientale presentano numerosissimi punti di contatto. Si pensi al miglioramento della salute dovuto alla riduzione dell’inquinamento o che si può conseguire con cittadini più attivi perché meno dipendenti dall’auto. Inoltre, continuano ad essere prodotti studi sulle possibili correlazioni tra inquinamento da micropolveri e coronavirus (ad esempio vedi nota.) Comunque – avverte Passi – anche se fosse provata al di là di ogni dubbio la presenza del virus sul particolato in aria ambiente ciò non attesterebbe ancora che vi sia un’altra via di contagio. Tuttavia, per il principio di precauzione occorre mantenere basse le emissioni per non correre anche il minimo rischio.

Purtroppo i mezzi pubblici nei prossimi mesi trasporteranno meno passeggeri per rispettare il di stanziamento sociale. In questo contesto, la mobilità va ripensata per evitare che l’auto sia vista dai cittadini come l’unica soluzione per proteggersi dal virus ed in questa prospettiva è necessario ricalibrare il ‘Piano urbano mobilità sostenibile’ (Pums).  Sin da subito Legambiente offre un contributo sulla ciclabilità: infatti la bici è il mezzo che permette il migliore di stanziamento sociale, tanto che l’OMS stessa la caldeggia come mezzo di trasporto in questa fase. Anche molte città (Milano in particolare) stanno pianificando la ripartenza mettendo la bicicletta al centro della mobilità urbana e crediamo che Padova possa fare altrettanto, partendo dalla rete ciclabile esistente che necessita di essere adeguata e completata per permettere a tutti di muoversi in sicurezza. Secondo i dati forniti dal Pums gli spostamenti effettuati in bicicletta sono attualmente il 21% ma è possibile aumentarli del 50% in breve tempo e senza investimenti faraonici”- conclude Passi.

Come? E’ Elia De Marchi, del Direttivo di Legambiente Padova ad enumerare le proposte dell’associazione, premettendo la disponibilità dell’Associazione a collaborare con l’Amministrazione per la loro rapida implementazione, visto che alcune di queste sono già state assunte tra gli impegni dell’Amministrazione.

Bicipolitana. “Si stima che l’integrale realizzazione del progetto di Bicipolitana possa, da sola, elevare al 30% la quota degli spostamenti relativi alle sole biciclette.

Il progetto di Bicipolitana, proposto da numerose associazioni tra cui Legambiente, è stato approvato dal Comune lo scorso anno. Si tratta di 20 linee forza in totale sicurezza per le bici, che insistono sulle principali vie di spostamento: molti collegano le tangenziali fino alla ZTL. Per il momento il bilancio comunale prevede di finanziare una sola linea: è necessario quindi che l’Amministrazione operi un riallocamento delle risorse, spostandole dalle infrastrutture per l’auto, alla bicipolitana, anche in una sua versione emergenziale che richiede tempi più brevi e meno investimenti per implementare il maggior numero di linee nel minor tempo possibile. (In tal senso la Ministra dei trasporti De Micheli ha dichiarato che il codice della strada sarà modificato per consentire l’apertura di piste ciclabili in via transitoria anche solo con segnaletica orizzontale e anticipiamo risorse. E nel prossimo decreto legge ci saranno incentivi per l’acquisto di bici, bici elettriche e monopattini apportando modifiche al codice della strada che semplifica la realizzazione di corsie ciclabili, con finanziamenti dedicati)”. 

Zone 30. “Un altro provvedimento realizzabile in poco tempo, previsto dallo stesso PUMS e dal Bici Master Plan, è la diffusione degli interventi di moderazione della velocità veicolare, le cosiddette Zone 30. In tali aree, vista la bassa velocità dei veicoli, ciclisti e pedoni sono – e si sentono – più sicuri e così si incentiva l’uso della bici. Dare priorità a pedoni e ciclisti permetterebbe inoltre l’utilizzo della carreggiata a tutti, allargando gli spazi a disposizione e garantendo un maggior distanziamento sociale rispetto ai soli marciapiedi”.

Anello delle riviere. “Si tratta di un percorso circolare che passa in prossimità delle mura e delle riviere, e che completa ed interseca la Bicipolitana. Un percorso che incentiverebbe tanti nuovi ciclisti che per recarsi al lavoro, in stazione o all’Università, non dovrebbero attraversare una giungla di strade a senso unico, automobilisti indisciplinati o in divieto di sosta. Un percorso per lunghi tratti già esistente”.

Ciclabilità diffusa. “A Padova la ciclabilità diffusa (strade a senso unico che i ciclisti possono percorrere in entrambi i sensi grazie ad un’apposita segnaletica) è già realtà in via Ospedale, via Zabarella, via San Francesco e via Manin.  Il codice della strada permette di trovare soluzioni per formalizzare la vocazione ciclistica della nostra città: la ciclabilità diffusa deve essere estesa a tutta la ZTL e nelle aree 30, come già avviene in altre città italiane come Ferrara, Reggio Emilia, Piacenza e Bolzano”.

Potenziare il bike sharing e l‘utilizzo dei parcheggi scambiatori “prevedendo di estendere il bike sharing a rilascio libero anche nei parcheggi scambiatori e nei quartieri che ancora ne sono esclusi. Non dovrebbe essere difficile inoltre, promuovere una tariffa agevolata (parcheggio + abbonamento bike sharing) incentivando così l’intermodalità auto-bici  nei parcheggi all’entrata di Padova”.  Bike Sharing che ha bisogno di essere rimesso a regime, visto che negli ultimi mesi si è notato un deterioramento del servizio”.

Potenziare le aree di sosta vigilate e aumentare il numero delle rastrelliere. “Per aumentare il numero di ciclisti serve aumentare il numero e la qualità delle rastrelliere esistenti in città, individuando inoltre nuovi spazi per la sosta sorvegliata”.

Categoria: mobilità | bicicletta | comunicati stampa      

(Legambiente Padova)

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