Coronavirus, Arcuri: “Non stiamo ancora vincendo”


Il commissario per l’emergenza: “Gli indicatori ci raccontano solo che stiamo cominciando a contenere la portata del virus”. E avverte: “Non vi fate influenzare da sensazioni e calendari, nulla è cambiato, vi imploro, mantenete comportamenti responsabili”
Roma, 4 apr. “La nostra battaglia prosegue senza sosta ma dobbiamo evitare di pensare che stiamo vincendo. Gli indicatori ci raccontano solo che stiamo cominciando a” ma “la diffusione è ancora rilevante”. Lo ha detto il commissario per l’emergenza Domenico Arcuri nel corso di un punto stampa nella sede della Protezione civile.
“Non vi fate influenzare da sensazioni e calendari, ne usciremo solo se ognuno di noi continuerà a fare la sua parte – ha avvertito – Alcune immagini circolate sui social e in tv che mostrano gente in giro sono deplorevoli e non vanno prese ad esempio”. “Nulla è cambiato – ha scandito Arcuri – vi imploro di mantenere comportamenti responsabili”.
Entrando nel dettaglio e illustrando i dati, il commissario ha spiegato che “le attività di approvvigionamento di dpi e delle apparecchiature strumentali proseguono senza sosta. I posti letto in terapia intensiva, che erano 5.579, sono 9.284, il 79 per cento in più. Quelli dei reparti di malattia infettiva e pneumologia, che erano 6.198, ora sono 34.320, oltre 4 volte di più”.
Arcuri ha inoltre riferito che “fino a ieri sera abbiamo complessivamente distribuito 72,3 milioni di apparecchiature e dpi. Il 30 marzo erano 48,8 mln, in 5 giorni abbiamo distribuito il 48% di questi indispensabili strumenti in più. I dpi che sono stati inviati alle Regioni sono a ieri 51,8 mln, lunedì scorso erano 40,6 mln”. “Desidero ringraziare ancora il Dipartimento della Protezione civile e il ministero della Difesa”, ha aggiunto.
“Abbiamo consegnato 1.679 ventilatori, oggi ne distribuiremo altri 133 – ha detto ancora – Adesso anche le Regioni del sud sono progressivamente dotate di strumenti necessari per il contrasto all’epidemia”. “Continuiamo a lavorare su due fronti: l’incentivo Cura Italia e le misure di semplificazione – ha spiegato – In 9 giorni sono state presentate 447 proposte di investimento per riconvertire o ampliare impianti di produzione di dpi”, e di queste “217 sono state rigettate, 200 sono in valutazione e 30 sono state approvate”.
“Anche in Italia è possibile promulgare una norma il 17 marzo, avviare un conseguente incentivo il 26 marzo e approvare i primi investimenti il 2 aprile, 16 giorni dopo, è bello sapere che quando vogliamo siamo un Paese normale”, ha sottolineato Arcuri, specificando che “i 30 investimenti sono 16 riconversioni e 14 ampliamenti, verranno effettuati in 10 diverse Regioni, produrranno un investimento complessivo di 13,6 mln, serviranno a realizzare mascherine non chirurgiche e chirurgiche, alcuni hanno già il marchio Ce altri sono in attesa dell’autorizzazione dell’Iss”.
In particolare, riguardo alle mascherine, “nessuna delle aziende che fanno parte delle 30, i cui investimenti sono stati approvati dall’incentivo Cura Italia, produce attualmente mascherine Ffp2 e Ffp3. Producono invece mascherine cosiddette non sanitarie e progressivamente produrranno mascherine chirurgiche, non ancora mascherine Ffp2 e Ffp3. Le produzioni che avverranno all’interno degli istituti penitenziari di Milano, Salerno e Rebibbia produrranno mascherine sanitarie, non chirurgiche, né Ffp2 e Ffp3. Noi auspichiamo che progressivamente ci possa essere anche una produzione nazionale di quelle tipologie per adesso ci accontentiamo di garantirci un’autonomia sulle prime che ho citato”. Per “produrre le Ffp2 e le Ffp3”, ha spiegato ancora Arcuri, “è più complesso il processo, è più complessa l’autorizzazione, non è quello il punto dal quale si parte ma il punto al quale si auspica di arrivare”.
Poi, a una domanda sulle mascherine per i medici, ha risposto: “Oggi abbiamo in distribuzione 620mila mascherine per i medici” e “si concluderà tra stasera e lunedì mattina”.
In merito alle polemiche di questi giorni, Arcuri ha sottolineato che “tutte le informazioni sono disponibili online da sabato scorso. Le Regioni verificano il materiale che viene loro consegnato e riscontrano i dati. Questo offre a noi un’altra opportunità, ci permette di non impiegare il nostro tempo a rispondere a chi con una frequenza e una intensità decrescente continua a rivendicare, polemizzare e puntualizzare. E’ tutto trasparente, tutto tracciato”.

(Adnkronos)

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