Consorzio Euganeo Pro Loco: tra eremi e conventi

25 marzo 2020

Consorzio Euganeo Pro Loco post itinerario1

#iorestoacasa con la quarta tappa di #gioiellipadovanidaldivano con un itinerario del consorzio euganeo pro loco tra dimore signorili, eremi e conventi.

Si parte da Frassenelle di Rovolon, dove possiamo ammirare Villa Papafava, famosa per il grandioso parco che circonda la Villa. E’ articolato in grotte artificiali, con un laghetto, delle praterie e un bosco rigoglioso di cipressi, pioppi, frassini, trasformato per opera dello Jappelli.

Il percorso prosegue verso Rovolon, lungo un tratto pianeggiante, a destra la campagna coltivata non ancora del tutto deturpata dall’urbanizzazione, a sinistra si costeggia l’area collinare dove si presentano il Monte Grande, il Monte della Madonna e il Monte Altore.
La strada risale fino a raggiungere l’abitato di Teolo e dove è possibile vedere le formazioni trachitiche tipiche degli Euganei. Si continua a salire verso Castelnuovo con la Rocca Pedice e si incunea tra i monti Venda e Pirio di fronte.

Il Monte Venda, dall’alto dei suoi 600 metri domina tutte le alture dell’area sud degli Euganei e ospita ancora i ruderi di un Monastero Olivetano risalente alla seconda metà del 1100. Con buona visibitità si può vedere la pianura fino alla laguna Veneta e all’appennino bolognese.

Da qui si scende verso Torreglia e si incontrano le distillerie Luxardo. Lungo la strada verso Luvignano, scorgiamo Villa Tolomei sul poggio Mirabello contornata da un #parcoromantico che ha visto anche qui la mano dell’opera di Jappelli.
Oggi, la famiglia Tolomei ha adibito gli edifici rustici nella sede dell’azienda vitivinicola.

Il percorso prosegue alla scoperta dei luoghi monastici dei Colli. Infatti, uno vicino all’altro sono collocati l’Abbazia di Praglia a Teolo, senza dubbio il più importante e suggestivo luogo di spiritualità dell’area, monastero benedettedino dell’XI secolo che ospita al suo interno anche una Biblioteca Monumentale Nazionale, che contiene circa 100.000 volumi.
Il laboratorio di restauro dei libri e codici antichi è un altro fiore all’occhiello dell’Abbazia.

A seguire il Santuario Madonna di Monteortone a ridosso dell’omonimo colle, nei pressi di Abano Terme, suggestivo luogo di devozione mariana, la sua origine risale al 1428. Da qui si può proseguire per il complesso delle monache benedettine di San Daniele al Monte un sobrio edificio cinquecentesco, affiancato dalla chiesa, che vi accoglie con semplicità e ordine.
Chiude la triade il monastero della Madonna del Monte e l’eremo camaldolese del Monte Rua.
Molti sono stati e sono gi insediamenti dei Benedettini e degli altri ordini sui Colli, quasi a voler consacrare le sommità di ogni colle.

Ci vediamo alla prossima puntata!

(Proloco Padova)

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