Coronavirus: DPCM 22 marzo

Tutte le novità previste dal Decreto per le categorie artigiane

Di seguito riportiamo ciò che prevede l’attuale normativa, dopo l’introduzione del DPCM 22 marzo, per le diverse categorie artigiane.

BENESSERE

Sono sospese le attività inerenti i servizi alla persona (fra cui parrucchieri, barbieri, estetisti) diverse da quelle individuate nell’allegato 2 (i.e. Lavanderia e pulitura di articoli tessili e pelliccia, attività elle lavanderie industriali, altre lavanderie, tintorie, servizi di pompe funebri e attività connesse) (DPCM 11/03/2020)

Per effetto del comma 1 dell’art.2 del nuovo provvedimento, pertanto, la sospensione di tali attività è stata prorogata al 3 aprile 2020.

AUTORIPARATORI

L’attività può rimanere aperta ed il cittadino può certificare lo stato di necessità connesso alla riparazione dell’auto, in quanto, sempre fatte salve ordinanze locali più restrittive, disporre di un veicolo in efficienza è “essenziale” in relazione alle possibili necessità di spostamento per urgenze di carattere sanitario o lavorativo.

Con il Decreto Legge 17 marzo 2020 n. 18 – denominato “Cura Italia”- Tra le varie disposizioni, il Decreto, all’articolo 92 “Disposizioni in materia di trasporto stradale e trasporto di pubblico di persone”, che interessa i centri di controllo per il richiamo all’articolo 80 del decreto legislativo 30 aprile 1992 n. 285 (Codice della Strada), viene previsto uno slittamento dei termini per cui le revisioni in scadenza nel periodo che va dalla data di entrata in vigore del Decreto fino al 31 luglio 2020 possono essere effettuate entro il 31 ottobre 2020.

Questa norma non dispone la sospensione dell’attività dei centri di controllo, ma certamente la conseguenza sarà quella di una notevole riduzione o addirittura del blocco totale dell’attività stessa. 

Resta inteso che, in caso di svolgimento di attività, occorre comunque attenersi alle prescrizioni di sicurezza previste dal DPCM 11 marzo 2020, di cui abbiamo dato specifiche indicazioni nelle precedenti informative (prot. n. 289 e 293 del 12-3-2020 e 309 del 16-3-2020).

COMUNICAZIONE

A seguito del DPCM 11/03/2020 le imprese del settore comunicazione sono esentate da obbligo chiusura nel rispetto, comunque, dei commi 7 e 8  art. 1 del DPCM. No servizi a domicilio, ma solo eventuale consegna di materiali elaborati, no clienti in negozio. (circolare nazionale 12 marzo 2020

CALZOLAI

Sono sospese la vendita/riparazione/manutenzione diretta al pubblico, il ritiro e la consegna diretta al pubblico. E’ possibile andare a lavorare in laboratorio, è possibile la duplicazione chiavi. Non si deve però svolgere alcuna attività di vendita al dettaglio. Nel caso di attività con dipendenti si devono osservare quanto previsto dall’art. 1 commi 7,8 e 10 del Dpcm 11/03/2020

PRODUTTORI ALIMENTARI

Pizzerie, rosticcerie e gastronomie nel caso di semplice asporto, sono esentate dall’obbligo di chiusura. Però alla luce di diverse segnalazioni dai territori dove le forze dell’ordine stanno intimando la chiusura degli esercizi in questione, assimilandoli alle attività di ristorazione e bar, è stato chiesto un parere formale al Ministero dello Sviluppo Economico, seppur sostenendo l’interpretazione di apertura, si consiglia di invitare le imprese, nei casi sopra riferiti, ad assecondare le richieste.

Sospese fino al 25 marzo anche le attività di gelateria e pasticceria, pur consentendo la sola fornitura a domicilio nel rispetto delle normative igienico-sanitarie previste per il confezionamento ed il trasporto. Se inquadrate con il codice “produzione”, quindi consentita la loro apertura, soltanto quelle che forniscono i prodotti a terzi, quali ad esempio esercizi commerciali, mense, etc

Produzione e vendita di pasta fresca e panificazione anche se non citate nell’allegato 1, commercio al dettaglio, di fatto possono essere equiparate alle stesse e quindi esentate dall’obbligo di chiusura, pur garantendo le misure di sicurezza per gli avventori, nel caso di consumo sul posto, chiusura del locale, a meno di netta separazione di attività di produzione e vendita.

IMPIANTI

Si rimanda ai suggerimenti procedurali per casi di manutenzioni straordinarie di impianti, in presenza di persone positive

al coronavirus o in autoisolamento, o in assenza di casi sospetti.

EDILIZIA

Innanzitutto, si evidenzia che il DPCM 11 marzo 2020 non ha previsto la sospensione dell’attività lavorativa edile sull’intero territorio nazionale, come per altri settori specificatamente indicati nel Decreto. Ove possibile, sia per quanto concerne gli appalti pubblici che i lavori privati, e nel caso in cui il proseguire dell’attività possa comportare un mancato rispetto delle misure imposte, si suggerisce di presentare alla Stazione Appaltante, al Comune o al Committente una comunicazione via PEC finalizzata a rinviare l’inizio dei lavori oppure sospendere i lavori (attività di cantiere in esecuzione) e richiedere la modifica dei termini per l’eventuale rateizzazione degli oneri di urbanizzazione. termini di presentazione della dichiarazione dei redditi precompilata posticipati al 30 settembre 2020, obblighi relativi alle segnalazioni d’allerta, stabilite dal “Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza” (D.Lgs. 14/2019), rinviati al 15 febbraio 2021 e la sospensione dei procedimenti giudiziari civili e penali, salvo specifiche eccezioni, ivi compresi quelli relativi alle Commissioni tributarie, eventualmente prorogabile sino al 31 maggio 2020, su decisione dei capi degli uffici giudiziari (art.2, co.2 lett.g e co.11 Accordo per il credito 2019, da parte delle Associazioni di rappresentanza delle imprese in data 6 marzo 2020, l’estensione della possibilità di sospendere, per un anno, il rimborso della quota capitale dei finanziamenti, in essere al 31 gennaio 2020, per le imprese danneggiate dall’emergenza epidemiologica COVID-19 e la richiesta di ampliare l’operatività del fondo di garanzia per le PMI per mitigare le perdite economiche subite. disciplina dell’utilizzo delle terre e rocce da scavo, prevede, al termine dell’esecuzione delle attività di utilizzo, la presentazione della Dichiarazione di Avvenuto Utilizzo – DAU ai sensi dell’art.7. Il termine perentorio di presentazione è indicato nel piano di utilizzo o nella dichiarazione di utilizzo (a seconda della tipologia dell’opera) e può essere oggetto di istanza di proroga da presentarsi prima della sua scadenza. Suddetto termine può essere prorogato per circostanze “sopravvenute, impreviste o imprevedibili” (art. 21 DPR 120 /17), ma se la proroga non dovesse essere concessa, il materiale è comunque considerato un rifiuto con tutte le relative conseguenze di ordine amministrativo e penale.

Al fine di assicurare integrazione al reddito a impiegati e operai sulla base degli specifici trattamenti, le parti sociali dell’edilizia hanno sottoscritto l’accordo che si trasmette in allegato.

L’intesa prevede altresì la proroga dei soli versamenti, fermo restando il permanere dell’obbligo di adempiere alle altre disposizioni dettate dalle norme contrattuali, previsti a carico delle imprese verso le Casse Edili/Edilcasse per il periodo di competenza febbraio (pagamento 31 marzo) e marzo (pagamento 30 aprile 2020, alla data del 31 maggio 2020; lo stesso avverrà per le rateizzazioni in essere. I versamenti sospesi potranno anche essere rateizzati, senza sanzioni né interessi, per un massimo di 4 rate.

La sospensione di cui al comma precedente non sarà considerata per la regolarità in Cassa Edile ai fini del Durc.

Le Parti hanno affidato alla CNCE il compito di emanare una comunicazione operativa alle Casse Edili /Edilcasse del sistema, unitamente alla predisposizione della relativa modulistica. Infine, le Parti hanno stabilito di incontrarsi prima della scadenza del 20 aprile 2020, al fine di valutare la situazione complessiva e porre in essere ogni azione più opportuna, anche sulla base dei provvedimenti governativi vigenti e che dovessero intervenire.

ODONTOTECNICI

A seguito dell’esame del provvedimento si ritiene che i laboratori odontotecnici, che svolgono un’attività non aperta al pubblico, possano continuare ad esercitare l’attività di produzione dei dispositivi, nel rispetto di quanto disposto ai commi 7 e 8 dell’articolo 1 del provvedimento suddetto. Si ribadisce inoltre la necessità di adozione di tutte le accortezze di carattere igienico/sanitario già suggerite con circolare del 2/3 u.s.

Parallelamente, possono essere svolte anche le attività di riparazione commissionate direttamente dal cliente, purchè siano rispettate le indicazioni relative alla distanza ed ai dispositivi di protezione individuale previste per il rapporto con il pubblico nella fase di contatto con il cliente stesso (presa in carico e riconsegna del dispositivo da riparare).

Si informa che, a fronte dell’emergenza sanitaria in corso e dell’impatto che la stessa potrebbe comportare sulla Categoria, con riferimento agli adempimenti legati alla prossima entrata in vigore del Regolamento 2017/745 SUI DISPOSITIVI MEDICI, si stanno valutando la fattibilità e le relative modalità per veicolare un’eventuale istanza di proroga. Tale ipotesi richiede un’analisi complessa – che stiamo effettuando con l’opportuno supporto legale, per verificare se vi siano le condizioni, ai sensi del Regolamento, per avanzare tale richiesta – a seguito della quale procedere ad un raffronto puntuale tra il Regolamento e la precedente Direttiva al fine di individuare gli elementi utili a costruire un’istanza motivata.

ANTENNISTI

Lettera del Consiglio Direttivo Antennisti Elettronici per tutti i colleghi imprenditori del settore associati e uno schema con alcune indicazioni tecniche che potranno essere utili per lo svolgimento dell’eventuale attività lavorativa in questo particolare periodo di emergenza sanitaria. Per le indicazioni si rimanda direttamente alla comunicazione nazionale.

IMPRESE DI PULIZIE

Si forniscono alcune indicazioni per le imprese del settore tenendo conto dei DPCM del 9 e 11 marzo 2020 emanati a seguito dell’emergenza sanitaria dovuta al propagarsi del COVID-19 e delle circolari del Ministero della Salute, in particolare la circolare 22 febbraio 2020. 

Questa drammatica situazione evidenzia la fondamentale importanza delle operazioni di pulizia, igiene e disinfezione dei luoghi di vita e di lavoro per garantire il benessere delle persone, tanto che le attività delle imprese di pulizia non sono sospese.

Tutte le attività dovranno essere rimodulate e programmate tenendo conto della ratio generale dei provvedimenti finalizzata a ridurre al minimo la circolazione delle persone, individuando quindi le attività necessarie e non rimandabili.

Ovviamente anche in questi casi vale la regola generale che prevede la necessità di giustificare gli spostamenti delle persone attraverso la compilazione di un’autocertificazione comprovante l’effettiva sussistenza di esigenze di lavoro. In allegato il modello aggiornato emanato dal Ministro dell’Interno, che consigliamo di precompilare e portare sempre con sé.

Laddove le imprese si trovino nella condizione di poter sospendere l’attività produttiva, il DPCM 11 marzo 2020 raccomanda di incentivare la concessione di ferie e congedi retribuiti per i dipendenti, nonché gli altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva. 

Ove possibile, sia per quanto concerne i lavori pubblici che i privati, e nel caso in cui il proseguire dell’attività possa comportare un mancato rispetto delle misure imposte, si suggerisce di presentare al committente (pubblico o privato) una comunicazione via PEC finalizzata a rinviare l’inizio dei lavori oppure sospendere i lavori (solo a titolo di esempio e da valutare di volta in volta, i servizi di pulizia ordinaria negli uffici che hanno chiuso o nelle scuole). 

PULITINTOLAVANDERIE

Alla luce del nuovo DPCM del 22 marzo 2020 e relativamente alle attività inerenti la persona (tra le quali le pulitintolavanderie) si conferma che le attività si possono continuare a praticare garantendo, in ogni caso, la distanza di sicurezza interpersonale di un metro. (All. 2 Dpcm 11 marzo).

Nelle disposizioni finali (art. 2) del Dpcm 22 marzo è infatti riportato: “Le stesse si applicano, cumulativamente a quelle di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11.03.2020 nonché a quelle previste dall’ordinanza del Ministro della Salute del 20.03.2020 i cui termini di efficacia, già fissati al 25.03.2020, sono entrambi  prorogati al 3 aprile 2020”.

RIPARATORI ELETTRODOMESTICI

In particolare il Decreto, all’articolo 1, comma 1, lettera a) dispone la sospensione di tutte le attività produttive industriali e commerciali non considerate strategiche ed essenziali, ad eccezione di quelle indicate nell’allegato 1, che sono identificate con i rispettivi Codici ATECO.

L’attività di riparazione di elettrodomestici è inserita nell’elenco di cui all’allegato 1 del Decreto e quindi espressamente consentita, con il richiamo al Codice ATECO 95.22.01.Evidenziamo, come previsto dall’articolo 1, comma 3, che lo svolgimento dell’attività è comunque vincolata al rispetto delle prescrizioni di sicurezza previste dal “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID-19 negli ambienti di lavoro”, sottoscritto il 14 marzo 2020 da Confartigianato e Parti Sociali con il Governo.

Il Protocollo, che alleghiamo con la nota di sintesi illustrativa, contiene le linee guida per l’applicazione delle misure di sicurezza anti-contagio che dovranno essere adottate a tutela degli imprenditori e dei lavoratori dipendenti.

(Unione Provinciale Artigiani Padova)