Coronavirus: da asfalto a vitamina C tutte le fake smentite dagli esperti



Roma, 16 mar. (AdnKronos Salute) – Non si contano ormai le fake news che ogni giorno intasano chat e social sull’emergenza sanitaria più grave degli ultimi anni, quella del coronavirus. La disinformazione si unisce alla preoccupazione degli italiani, con risultati spesso deleteri. Dalla vitamina C come ipotetico ‘scudo’ contro l’infezione, agli animali da compagnia accusati di poter contagiare, fino alla sopravvivenza del virus sull’asfalto, che richiederebbe l’uso di un solo paio di scarpe quando si esce a fare la spesa. Ecco tutte le bufale smentite dagli esperti interpellati dall’AdnKronos Salute.
Vitamina C a tutti quanti: bambini, adulti e soprattutto anziani, nell’ordine di 1-2 grammi al giorno per difendersi dal coronavirus? E’ la prima fake che viene demolita: “Smentisco nella maniera più assoluta – dice Andrea Gori, direttore Malattie infettive del Policlinico di Milano – Nessuna vitamina C, nessuna terapia con integratori. In questo momento – precisa lo specialista, fra i camici bianchi in trincea contro l’emergenza – non esiste una profilassi efficace per il coronavirus”.
Così come è fake la ‘storia’ dell’uso di un solo paio di scarpe per andare fuori, con l’invito a lasciarle fuori dalla porta di casa un volta utilizzate perché il virus riuscirebbe a rimanere vivo per 9 giorni sull’asfalto. L’audio con il suggerimento sta facendo il giro delle chat di tutta Italia, ma il virologo dell’università Statale di Milano Fabrizio Pregliasco spiega: “E’ vero, il virus può sopravvivere qualche giorno, ma con una carica virale irrisoria. La sporcizia, ovvero il substrato organico, può in qualche modo facilitare la sopravvivenza del microrganismo, ma è davvero irrisoria la quota che può essere portata dalle scarpe. Inoltre, questi virus sopravvivono sulle superfici “laddove non vengano esposti a disinfezione ma anche elementi colme sole, pioggia, intemperie”. Parola d’ordine, ancora una volta, igiene accurata delle mani e pulizia ambienti.
Quanto a bambini e coronavirus, le false notizie che circolano riguardano il loro essere untori: “E’ certificato che i bambini si ammalino molto raramente e sviluppano la malattia in forma lieve. Ma c’è da sfatare il falso mito sul fatto che trasmettano il contagio più facilmente, non sono untori”, assicura Michele Usuelli, medico di terapia intensiva neonatale alla clinica Mangiagalli, Fondazione Irccs Policlinico di Milano.
Ancora: acqua calda arma contro il coronavirus, perché il patogeno morirebbe alla temperatura di 26-27 gradi? O ancora, stare al sole perché questo lo uccide (anche sui vestiti), ed evitare di bere liquidi con dentro del ghiaccio (‘amico’ del virus)? “La soluzione dell’acqua calda è un’assurdità, forse frutto dell’idea che con il caldo si tende a ridurre la diffusione di molti patogeni respiratori”, ragiona Susanna Esposito, presidente dell’Associazione mondiale per le malattie infettive e i disordini immunologici (Waidid) e professore ordinario di Pediatria all’università di Parma, che invita a diffidare da questo tipo di informazioni. “Stare al sole fa bene perché aumenta la sintesi di vitamina D, ma contro i coronavirus non ha effetto”. Anche il monito contro il ghiaccio non ha alcuna logica. “Piuttosto, è bene lavare accuratamente e spesso le mani con acqua e sapone o con soluzioni alcoliche”, ricorda.
Molto importante, inoltre, sfatare il mito secondo cui gli esseri umani possano essere infettati dal nuovo coronavirus Sars-CoV-2 proveniente da animali. “Ricerche approfondite – riportano le Faq dell’Istituto superiore di sanità (Iss) – hanno dimostrato che sia il coronavirus Sars che il coronavirus Mers derivavano da virus animali e sono diventati patogenici per l’uomo. Diversi coronavirus noti circolano negli animali, ma non provocano patologie nell’uomo. Non risulta rischio che il Sars-CoV-2 possa essere trasmesso da animali domestici”.
Sempre l’Iss risponde alla domanda: mangiare aglio può aiutare a prevenire l’infezione da nuovo coronavirus? L’aglio è un alimento sano che può avere alcune proprietà antimicrobiche. Tuttavia, non abbiamo evidenze scientifiche che il consumo di aglio protegga dalle infezioni con il nuovo coronavirus Sars-CoV-2.
Attenzione, poi: gli antibiotici – rileva l’Iss – non sono efficaci nella prevenzione e nel trattamento del nuovo coronavirus, perché non funzionano contro i virus, ma solo contro i batteri. Il nuovo coronavirus Sars-CoV-2 è, per l’appunto, un virus e quindi gli antibiotici non vengono utilizzati come mezzo di prevenzione o trattamento, a meno che non subentrino co-infezioni batteriche.
Infine, i corrieri: ricevere una lettera o un pacco può essere pericoloso?No – risponde l’Iss – da precedenti analisi sappiamo che in funzione del tipo di superficie e delle condizioni ambientali il virus può resistere da poche ore a un massimo di alcuni giorni.

(Adnkronos)

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1 Comment on "Coronavirus: da asfalto a vitamina C tutte le fake smentite dagli esperti"

  1. Riguardo all’uso della vitamina C mi preme far sapere che per combattere il virus in Cina, a Shanghai, il locale protocollo medico ivi approvato per la cura della malattia da corona virus Covid-19, prescrive tra l’altro vitamina C endovena a mega dosi anche di 10 grammi o più al giorno (cioè 100 – 200 mg/kg die).
    Si veda al link:
    https://mp.weixin.qq.com/s/bF2YhJKiOfe1yimBc4XwOA
    La pagina è scritta in idiogrammi cinesi ma con Google Crome si traduce facilmente in ottimo italiano.
    Per chi conosce l’inglese suggerisco inoltre di ascoltare cosa dice il dottore cinese Richard Cheng (che ha lavorato anche in USA) al link:
    https://www.youtube.com/watch?v=kQEfig0qEW0
    Inoltre per mia esperienza personale, la vitamina C presa anche solo per via orale ma a dosi elevate (6 – 20 o piu grammi distribuiti durante il giorno, in funzione della gravità del caso e della mia tolleranza intestinale) mi ha sempre guarito efficacemente dalle infezioni virali acute.
    Penso possa funzionare anche per moltissimi altri.
    Anche io credo che non sempre prevenga il contagio in quanto a questo si giunge quasi sempre impreparati, cioè avendo assunto una dose insufficiente di vitamina C ma che comunque non appena ci sia un rialzo febbrile conviene intervenire subito con la terapia a base di acido ascorbico e/o di sali ascorbati (vit.C).
    Suggerisco inoltre di controllare il proprio livello di vitamina D nel sanque e se del caso di integrare anche questa vitamina che solo se a livelli ottimali riesce a sorreggere efficacemente il nostro sistema immunitario contro tante malattie anche gravissime.
    Molte cose al mondo, anche se in un primo tempo non ci si crede, funzionano lo stesso: é la verità delle cose che si evidenzia.
    E’ mia convinzione che la vitamina C, qualora somministrata e/o assunta in dosi e modalità corrette, potrebbe efficacemente abbassare il tasso di mortalità e di morbilità da coronavirus salvando molte altre vite umane ed abbreviando i tempi per l’uscita da questa funesta crisi sanitaria, sociale ed economica.
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