#iLoveColliEuganei: l’invito social a non mollare

Intervista a Marco Calaon, presidente del Consorzio Vini Colli Euganei

Il Consorzio Volontario per la Tutela della DOC Colli Euganei svolge un ruolo di riferimento e promozione sul territorio dal 1972, e con una selezione di vini DOC e DOCG autoctoni di assoluto livello e pregio nel panorama internazionale.

Per capire le problematiche e le esigenze immediate dell’ente, abbiamo parlato telefonicamente con Marco Calaon, dal 2017 presidente del Consorzio di Tutela, già storico produttore vinicolo euganeo, presidente della Coldiretti e componente della Camera di Commercio di Padova. Il Consorzio ha sede proprio a Vo’, focolaio centrale veneto del Coronavirus e zona rossa da domenica 23 febbraio con 84 persone risultate positive al virus.

Buongiorno Marco, intanto ci può dire quante sono le aziende vinicole presenti nella zona rossa delimitata dai varchi? Inoltre il Consorzio di Tutela sta seguendo un programma regolamentare autonomo di gestione della crisi diverso rispetto al comune di Vo’?

Il comune di Vo’ conta circa 200 aziende, 60 cantine estese su 600 ettari di vigneti e una ventina di agriturismi però nella zona rossa si trovano 15 aziende vitivinicole consorziate con etichettatura atta all’esportazione e un centinaio di aziende private. Come Consorzio dobbiamo adeguarci al decreto governativo per il transito delle merci e delle persone che si possono muovere solo previa autorizzazione della prefettura.

È già possibile quantificare il danno economico del Coronavirus relativamente le perdite del Consorzio?

Assolutamente no. Ad oggi non sappiamo se l’8 marzo sarà l’ultimo giorno di quarantena forzata e inoltre il danno di immagine ricevuta è enorme considerato l’esorbitante numero di cancellazioni degli ordini. Lo sapremo solo dopo aver fatto la denuncia delle giacenze in magazzino, forse tra 6 mesi addirittura.

Come vi state organizzando con tutti gli eventi legati alla promozione del vino che iniziano proprio a marzo?

Il Consorzio è chiuso da oltre una settimana, ProWein 2020 è saltato, Vinitaly è stato spostato a giugno mentre per la nostrana manifestazione Vulcanei di maggio sto raccogliendo i pareri delle aziende del territorio per valutare se mantenerla attiva o meno visti i tempi ristretti. Vulcanei è infatti una rassegna con presentazione dei vini provenienti dalle maggiori aree vulcaniche italiane, Colli Euganei e Sicilia in primis, ma che vede anche cantine provenienti da Spagna, Portogallo e Grecia.

Sembra diventato virale l’hashtag #iLoveColliEuganei per rilanciare il territorio, cosa ne pensa? Quali azioni di rilancio cercherete di adottare per concretizzare la cosa?

Accettiamo di buon grado sempre tutto ciò che può essere un aiuto positivo per il territorio e la sua promozione. Per fare una buona promozione abbiamo però bisogno sicuramente di risorse importanti e a tal proposito sembra verrà stanziato un fondo regionale per rilanciare tutto il bacino euganeo, e quindi tutta la sua immagine a vocazione turistica che gravita intorno agli agriturismi, ristoranti, aziende e cantine che stanno soffrendo questo periodo di crisi a causa degli annullamenti di prenotazioni anche sul lungo periodo. Il bacino dei Colli Euganei è stato etichettato come “zona infettiva” e vogliamo solo che questa vicenda si chiuda il prima possibile per poter ripartire.

Tralasciando l’aspetto imprenditoriale, ci spiega come stanno vivendo la crisi ora le famiglie di Vo’?

Abbiamo moltissimo tempo libero e quindi c’è chi sta ritinteggiando l’ufficio, qualche artigiano sta lavorando in loco e porta avanti attività che si stava trascinando avanti da tempo ma con la consapevolezza che si dovrà fermare non appena terminerà la materia prima. L’aspetto imprenditoriale dopo 10 giorni di stallo non può però essere accantonato perché ci sono le bollette da pagare e scadenze burocratiche da chiudere. Dal punto di vista psicologico la chiusura dei varchi inizia ad essere davvero inaccettabile.

Ph. Massimo Guercini

Cosa chiede come presidente del Consorzio di Tutela ma anche come persona coinvolta da questa straordinaria crisi sanitaria?

Parlo come persona chiusa dentro la zona rossa. Ci risulta difficile comprendere il perché siamo stati bloccati tutti dentro i varchi e perché siamo zona rossa quando solo una piccola percentuale è risultata positiva. Sembriamo una zona di appestati mentre in realtà le persone stanno benissimo, solamente gli anziani sono controllati costantemente per sicurezza. Togliere la libertà alle persone è inconcepibile, ci sembra di vedere la Bosnia di trent’anni fa con i blocchi alle frontiere. Ci tengo però a sottolineare la compostezza e civiltà delle famiglie coinvolte nell’affrontare questa difficoltà e la chiusura forzata, vogliamo solo che si risolva la cosa il prima possibile per tornare alle nostre vite e riprendere le attività. Invito tutti a non abbandonare il territorio dei Colli Euganei perché ha moltissimo da offrire e presto potremmo ripartire meglio di prima.

Arianna Babetto

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