Coronavirus: unioncamere veneto, un piano marshall per uscire dalla crisi (2)

(Adnkronos) – “Il Governo deve, inoltre, riconsiderare il cosiddetto ‘Tagliaimprese, ovvero l’obolo che vale 5,5 milioni che le Camere di commercio devono versare allo Stato a fondo perduto. Questa misura, in particolare, non è una richiesta di nuove risorse, ma quello che chiediamo è di lasciare a disposizione degli enti camerali le risorse per intervenire sul rilancio dell’immagine e della reputazione delle nostra imprese. Si tratta di soldi delle imprese che vogliamo spendere per le imprese e lo Stato deve solo lasciarcelo fare. Quello che abbiamo realizzato non è un libro dei sogni, ma un pacchetto di misure applicabili da subito che possono rappresentare una scossa per l’economia e dare risultati immediati”, ha spiegato.
“In un contesto come questo, poi, diventa necessario eliminare la norma che prevede l’obbligo di nominare un revisore unico o un organismo di controllo per le srl di piccole dimensioni, che rischia di essere un ulteriore aggravio della del peso della burocrazia sulle spalle dei nostri imprenditori. Nelle prossime settimane porteremo le nostre proposte in tutte le sedi istituzionali ed oltre che farle arrivare sul tavolo del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, siamo lavorando per fissare degli incontri con i Ministri competenti a partire da quello dello Sviluppo Economico”, ha sottolineato.
Il Presidente ha chiuso il suo intervento confermando la sinergia con la Regione del Veneto: “la nostra volontà è quella di fare squadra e lavoriamo al fianco della Regione per portare a casa le risorse necessarie per ripartire. Se si blocca l’economia del Veneto e del Nord entra in stand by l’intera economia nazionale. Si tratta di un rischio che non possiamo correre e le Camere di Commercio sono in prima linea a tutela delle imprese”

(Adnkronos)

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