Coronavirus: unioncamere veneto, 27% imprese ha sospeso la produzione (5)

(Adnkronos) – “Siamo preoccupati di questa paralisi – sottolinea il Presidente di Unioncamere del Veneto Mario Pozza – perché tutto questo insieme di cose sta generando tensioni anche sul piano finanziario, in termini di ritardi nelle fatturazioni e negli incassi. Non possiamo permetterci che si fermino per l’epidemia tre regioni come Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna che da sole incidono per oltre il 40,5% del Pil italiano con quasi 1,6 milioni di imprese coinvolte. Certo – ci tiene a precisare Pozza – comprendo quanto sia difficile in questa fase conciliare le questioni di sanità pubblica con le questioni economiche. Però quello che ha dato fastidio alle imprese, come emerge chiaramente dall’indagine, è l’eccesso di allarmismo, forse più della stampa che delle istituzioni: il 53% delle imprese intervistate è di questo parere, cui si affianca 1/3 di imprese che comunque ritiene che l’emergenza sia stata affrontata con misure congrue”.
“C’è voglia di reagire, di non fermarsi – conclude Pozza – lo si capisce anche dal seguente dato: in poco tempo già un 17% delle imprese intervistate (in termini assoluti sono 469) ha fatto ricorso allo smart working per favorire il lavoro da casa dei dipendenti: sia per ridurre le situazioni di esposizione a possibile contagio, sia considerando chi aveva i figli a casa per la chiusura delle scuole. È una manifestazione di resilienza davvero importante. Ma ora tutte le istituzioni devono fare la loro parte per ridurre i danni”.

(Adnkronos)

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