Marc Chagall e Dante: l’arte non si ferma!

Capre, violini, vacche, villaggi incantati, colori e ritratti… avvicinarsi alla pittura di Marc Chagall è come entrare in un sogno; lo si può fare solo in punta di piedi. Dal 4 aprile lasciati conquistare dal realismo poetico dell’artista nella monografica a lui dedicata a Palazzo Roverella a Rovigo. E non finisce qui: dal 6 marzo, a Palazzo Roncale, ti aspetta La Quercia di Dante. Scopri cosa abbiamo preparato per te!

La primavera sta arrivando e con lei stanno per tornare le grandi mostre di Palazzo Roverella. Dopo il successo di Giapponismo, tra meno di un mese aprirà i battenti a Rovigo Marc Chagall. Anche la mia Russia mi amerà. L’esposizione, la prima monografica ospitata dal Palazzo, è curata da Claudia Zevi e analizza l’opera di uno dei pittori più amati del Novecento attraverso una lente particolare: il rapporto con la sua terra e con le affascinanti tradizioni e magiche leggende che la popolano.

La mostra espone oltre cento opere tra dipinti su tela, su carta, incisioni e acqueforti provenienti dai più grandi musei europei: dalla Galleria Tretyakov di Mosca al Museo di Stato Russo di S. Pietroburgo, dal Pompidou di Parigi alla Thyssen Bornemisza di Madrid e al Kunstmuseum di Zurigo, oltre che altre importanti collezioni private

Promossa dalla nostra Fondazione in collaborazione con il Comune di Rovigo e l’Accademia dei Concordi, l’esposizione sarà aperta al pubblico fino al 5 luglio 2020, sette giorni su sette.

Le mostre di Palazzo Roverella e Palazzo Roncale riescono a fondere rigore artistico, divulgazione e intrattenimento per arricchire l’offerta culturale e accrescere il capitale umano di questo territorio. Perseguendo l’obiettivo di sostenere lo sviluppo di Rovigo e del Polesine attraverso la cultura.

Gilberto Muraro – Presidente Fondazione Cariparo

Marc Chagall. Anche la mia Russia mi amerà

Galli, asini che volano, violini e paesaggi di fiaba. L’opera di Marc Chagall fonde le leggende della Russia profonda con la spiritualità del mondo ebraico e cristiano ortodosso, richiamando l’iconografia simbolica delle icone e delle vignette popolari. Un’intima spiritualità anima tutte le sue opere e viene nobilitata da un linguaggio poetico originale e fantastico.

La nostalgia, il dolore di non poter ritornare alla terra che l’ha generato, pervade i capolavori dell’artista russo, che cerca di trascendere il dolore rappresentando un mondo di sogni e favole. In un continuo percorso di rielaborazione del lutto dato dal distacco, l’arte di Chagall tenta di ricomporre i frammenti nella memoria, tendendo un ponte tra passato e futuro.

Se, da un parte, la mostra mette in luce i legami dell’artista con la tradizione e il patrimonio espressivo russo e il suo tentativo di recuperarli mescolandoli con il misticismo della tradizione chassidica, dall’altra, evidenzia anche la sua originalità rispetto al clima novecentesco delle Avanguardie. Chagall non aderirà mai alla tensione dissacrante che uniforma l’arte della sua epoca, ma si terrà in disparte pur senza chiudere la porta al dialogo.

Dirà di sé stesso di aver vissuto “voltando le spalle al futuro”. Forse è proprio questo movimento di torsione a permettergli di affascinare ancora così profondamente con le sue pennellate il nostro presente.

Scopri la mostra

La Quercia di Dante e la mostra Visioni dell’Inferno

Quasi settecento anni fa moriva Dante Alighieri. Anticipando di un anno il VII centenario dalla sua morte, celebriamo la sua figura con una grande mostra a Palazzo Roncale dedicata alla cantica più amata: l’Inferno.

La mostra Visioni dell’Inferno, nell’ambito del progetto culturale La Quercia di Dante è a cura di Virginia Baradel, Manuel Carrera, Barbara Codogno e Sandro Vidali. Il Sommo Poeta non sarà però l’unico protagonista. Accanto a lui, il territorio e le tracce lasciate dal poeta nel suo passaggio in Polesine.

Si narra infatti che il poeta fiorentino smarrì la via nell’intrico del Delta del Po e la ritrovò grazie ad un possente albero: una Quercia. La Grande Quercia non ha resistito al passare dei secoli e nel 2013 è crollata, lasciando un grande vuoto. Ma nuovi polloni stanno germogliando e con questa mostra, che vedrà esposti anche alcuni frammenti del prezioso albero, celebriamo anche una rinascita.

L’esposizione è un affascinante viaggio che ci condurrà fino alle viscere dell’Inferno tramite le opere di artisti del calibro di Gustave Dorè, Robert Rauschenberg e Brigitte Brand che, ispirati dalla grandezza assoluta della Cantica, ne hanno fornito interpretazioni differenti e potenti.

Rappresentazioni classiche e originali, canoniche e inedite, ma anche prestigiose edizioni antiche e interpretazioni inaspettate come quella degli artisti di Fabrica, o ironiche come le tavole dell’edizione della Commedia a fumetti in cui Dante è interpretato da Topolino e Virgilio dal suo fedele amico Pippo.

La mostra è  un progetto culturale a tutto tondo, un contenitore ricchissimo che comprende conferenze, iniziative culturali e itinerari turistici tra le bellezze naturalistiche del Polesine. Arte, cultura, natura si fondono regalando ai visitatori un’esperienza immersiva totale.

Fino al 28 giugno 2020 puoi scoprire l’Inferno come non l’hai mai visto. 

Siamo aperti!

(Fondazione Cariparo)

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