Coronavirus: Confagricoltura Padova, ordini disdetti, e carenza di braccianti (2)

(Adnkronos) – Nella zona rossa di Vo’ Euganeo la situazione è sempre più critica: tutte le aziende sono bloccate: dall’esterno non entra nessuno, per cui mancano gli approvvigionamenti di mezzi tecnici e anche gli interventi essenziali di manutenzione. Inoltre non possono uscire i prodotti finiti, oggetto di contratti di commercializzazione. Negli agriturismi padovani continuano a fioccare le disdette e c’è timore anche per la Pasqua: “Abbiamo chiesto un incontro all’assessore regionale al Turismo, Federico Caner. Siamo molto preoccupati anche in vista della stagione estiva, rischiamo di chiudere le aziende”. Tutte cose che Confagricoltura ha denunciato al Governo e alla Regione Veneto, a cui è seguita una presa di posizione del ministro all’Agricoltura, Teresa Bellanova, che con una lettera inviata al presidente del Consiglio e al ministro della Salute chiede un intervento a livello comunitario contro le pratiche commerciali sleali e deroghe specifiche all’interno delle ordinanze sanitarie, per consentire alle aziende agricole di poter svolgere la loro attività.
“La grave situazione che si è venuta a creare richiede consistenti interventi economici di sostegno al settore e al reddito delle imprese, che non possono essere limitati ai Comuni compresi nell’area rossa – rimarca Barbetta -. Per sostenere l’economia in un momento così delicato sono necessari veri e propri interventi di ristoro dei danni subiti dalle imprese, la sospensione delle rate dei mutui, sgravi dei contributi previdenziali e degli oneri fiscali, cassa integrazione per i lavoratori del settore. Va bene l’anticipo dei pagamenti comunitari Pac (Politica agricola comune) del 2020, come ha annunciato il ministro Bellanova, ma è un momento in cui le aziende agricole per resistere hanno bisogno di ossigeno e soprattutto chiedono la possibilità di operare senza il peso opprimente della burocrazia. Chiediamo che lo Stato e la Pubblica amministrazione, una volta tanto, siano di supporto alle imprese nel loro lavoro e non di ostacolo con inutili complicazioni burocratiche e ritardi nel rilascio di autorizzazioni e nel pagamento degli aiuti comunitari”.

(Adnkronos)

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