Agricoltura biologica, Aiab certifica la bioplastica Mater Bi



Roma, 12 feb. – Un nuovo traguardo per l’agricoltura biologica e per la protezione del suolo. La bioplastica Mater-Bi di Novamont, utilizzata per la produzione di teli per la pacciamatura biodegradabili in suolo in conformità con lo standard europeo Uni En17033, è stata certificata conforme al disciplinare ‘Mezzi Tecnici Aaib’ che punta a garantire a tutti gli agricoltori e utilizzatori professionali prodotti che, oltre a rispettare la normativa vigente sui mezzi tecnici ammissibili in agricoltura biologica, sono compatibili con l’ambiente e rispondono a requisiti tecnici ed etici di sostenibilità.
Con un intenso lavoro, inoltre, Novamont, Aiab (Associazione italiana agricoltura biologica) e Bioagricert (organismo di controllo e certificazione delle produzioni biologiche) hanno messo a punto uno standard specifico che prevede che i teli per la pacciamatura per l’agricoltura biologica abbiano il massimo contenuto di materia prima rinnovabile, che siano derivati da fonti naturali rinnovabili ‘non Ogm’ (il materiale e il telo non devono contenere tracce di dna ricombinante e le materie prime devono essere caratterizzate da opportune attestazioni non ogm) e che garantiscano la totale biodegradabilità in suolo, in conformità con lo standard europeo di riferimento Uni En17033 che implica la verifica degli aspetti rilevanti d’uso e di fine vita e l’assenza di effetti tossici per l’ambiente.
Utilizzabile in diverse condizioni ambientali e su colture con cicli diversi con ottimi risultati agronomici, il telo in Mater-Bi, grazie alla biodegradabilità in suolo, non necessita di essere recuperato e smaltito al termine del ciclo colturale, ma può essere lasciato nel terreno ove viene biodegradato ad opera di microrganismi, contribuendo così alla riduzione della produzione di rifiuto plastico e a preservare il suolo dall’inquinamento da plastica.
In Europa vengono utilizzate annualmente circa 85.000 tonnellate di teli plastici per pacciamatura per una superficie totale di 460.000 ettari. I teli per pacciamatura in plastica tradizionale (non biodegradabile) devono essere rimossi dal campo al termine del ciclo di coltivazione, spesso contaminati da residui colturali che possono incrementare il peso del 65% rispetto al telo nuovo.
Rimuovendo il telo vengono rimossi anche terreno e sostanza organica (Som) contenuta nel suolo; stimando che una percentuale pari all’1,2 % di sostanza organica venga rimossa con questa operazione in un anno, si arriva ad una quantità di 1800 tonnellate di Som rimossa ogni anno. Scegliere di utilizzare i teli agricoli biodegradabili in suolo significa contrastarne il degrado, evitando la contaminazione con plastiche.
“I suoli sono una risorsa non rinnovabile sempre più fragile e minacciata da una gestione insostenibile, dall’inquinamento e dalla progressiva desertificazione. Per contrastare questo fenomeno, la ricerca Novamont da sempre ha lavorato allo sviluppo di prodotti che contribuiscano a preservare la fertilità e la funzionalità del suolo”, dichiara Catia Bastioli, amministratore delegato di Novamont.
Lavorabile sulle più comuni macchine per estrusione, il telo di pacciamatura in Mater-Bi certificato Aiab è disponibile da dicembre 2019 e viene presentato ufficialmente a Biofach 2020, la più grande fiera del biologico al mondo in svolgimento dal 12 al 15 febbraio 2020 a Norimberga.
Il 14 febbraio, alle ore 12.00, nella sala Kopenhagen Room Forum di Biofach, si terrà il workshop “The use of bioplastics in the organic farming” nel corso del quale Sara Guerrini, Agricolture Public Affairs di Novamont, interverrà con una presentazione sul tema dei materiali biodegradabili e compostabili per la filiera del biologico, dalle pacciamature agli imballaggi.
Nel workshop verranno presentati anche i risultati del progetto Eu Mypack, finalizzato a individuare soluzioni di imballaggio e materiali innovativi con cui ridurre gli impatti sull’ambiente, aumentare la shelf life e individuare le modalità con cui promuovere la diffusione di queste soluzioni innovative.

(Adnkronos)

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