Brexit: confartigianato treviso, grande preoccupazione per conseguenze su imprese

Treviso, 31 gen. (Adnkronos) – Il made in Veneto verso il Regno Unito vale 3,7 miliardi negli ultimi dodici mesi (il 15,3% dei 24,9 miliardi del totale Italia), e risulta in salita del 5,4% rispetto ai dodici mesi precedenti, il ritmo più accentuato degli ultimi quattro anni. Si tratta del terzo valore più alto in valore assoluto dietro a Lombardia (5,2 miliardi) ed Emilia-Romagna (4,5 miliardi), e in termini percentuali pesano il 15,3% di tutto l’export Italiano d’oltremanica.
Il made in Italy destinato al Regno Unito rappresenta l’1,59% del valore aggiunto nazionale e la nostra Regione è la seconda in Italia per esposizione con il 2,61% dopo l’Emilia-Romagna con il 3,24%. Seguono la Toscana con il 2,34%, l’Abruzzo con il 2,34%, il Friuli-Venezia Giulia con il 2,24% ed il Piemonte con il 2,13%. Passando ai settori, i più performanti – e quindi più esposti a possibili problematiche – sia in termini di crescita che di valore sono: Macchinari e apparecchiature nca (612 milioni di euro, +13,2% negli ultimi 12 mesi), Bevande (490 milioni di euro, + 2,6%), Articoli di abbigliamento (334 milioni di euro, +10,4%) e Articoli in pelle (301 milioni, +3,9%). Da soli rappresentano quasi il 50% delle nostre esportazioni. A livello provinciale infine si osserva un grado di esposizione doppio rispetto alla media nazionale per Belluno (4,10%), Treviso (3,83%) e Vicenza (3,60%).
“Merita sottolineare che al momento i temuti effetti negativi della Brexit non ci sono stati – osserva Vendemiano Sartor, presidente Confartigianato Imprese Marca Trevigiana -e che il Regno Unito è una delle mete in cui si è mantenuta alta, nei primi nove mesi del 2019, la richiesta di beni Made in Treviso con un +4,8.”.

(Adnkronos)

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