Brexit: confartveneto, seconda regione più esposta sul mercato del regno unito (2)

(Adnkronos) – Tornando ai numeri il made in Veneto verso il Regno Unito vale 3,7 miliardi negli ultimi dodici mesi (il 15,3% dei 24,9 miliardi del totale Italia), e risulta in salita del 5,4% rispetto ai dodici mesi precedenti, il ritmo più accentuato degli ultimi quattro anni. Il made in Italy destinato al Regno Unito rappresenta l’1,59% del valore aggiunto nazionale e la nostra regione è la seconda in Italia per esposizione con il 2,61% dopo l’Emilia-Romagna con il 3,24%. Seguono la Toscana con il 2,34%, l’Abruzzo con il 2,34%, il Friuli-Venezia Giulia con il 2,24% ed il Piemonte con il 2,13%.
Passando ai settori, i più performanti – e quindi più esposti a possibili problematiche – sia in termini di crescita che di valore sono: Macchinari e apparecchiature nca (612 milioni di euro, +13,2% negli ultimi 12 mesi), Bevande (490 milioni di euro, + 2,6%), Articoli di abbigliamento (334 milioni di euro, +10,4%) e Articoli in pelle (301 milioni, +3,9%). Da soli rappresentano quasi il 50% delle nostre esportazioni. A livello provinciale infine si osserva un grado di esposizione doppio rispetto alla media nazionale per Belluno (4,10%), Treviso (3,83%) e Vicenza (3,60%).
“Vero che ci sarà tempo fino alla fine dell’anno – conclude Bonomo – ma quello che già preoccupa le imprese è principalmente la rinuncia al mercato unico e all’unione doganale. Ad oggi la principale incertezza è legata all’andamento dei negoziati dai quali non si può escludere che rispuntino i dazi sui prodotti scambiati tra Ue e Regno Unito. In particolare il settore più a rischio per le MPI potrebbe essere quello alimentare. Per loro le complicazioni dei costi si sommano a quelle sulle tempistiche (totalmente ignote) di sdoganamento della merce che potrebbero scontrarsi con la data di scadenza di molti prodotti, specie di pasticceria artigianale”.

(Adnkronos)