Scuola, Azzolina: “Entro febbraio bandi per 3 concorsi”


La ministra dell’Istruzione: “Al Sud le graduatorie sono piene, al Nord vuote, i concorsi vanno fatti dove ce n’è bisogno”
Roma, 29 gen. – “I primi tre concorsi annunciati derivano dal lavoro fatto nel decreto scuola che avevo seguito personalmente sia alla Camera che al Senato per cui partiremo con un concorso straordinario per chi aveva già maturato servizio a scuola per 24mila posti, che io conto di immettere in ruolo entro il primo settembre 2020, poi un altro concorso ordinario sempre per la scuola secondaria di primo e secondo grado per chi non aveva maturato quel servizio o per i neolaureati. In ultimo un concorso ordinario per la scuola dell’infanzia e la primaria”. Lo ha detto Lucia Azzolina, ministra dell’Istruzione, a Rai Radio1.
Azzolina ha tenuto a sottolineare, “per chi si domanda perché fate partire altri concorsi se ci sono già le graduatorie piene”, che “in realtà bisogna distinguere nelle diverse parti di Italia. I concorsi verranno banditi solo dove ci sono posti vacanti e disponibili e non ci sono aspiranti all’interno delle graduatorie. Abbiamo una situazione manichea: al Sud le graduatorie sono piene, al Nord vuote, i concorsi vanno fatti dove ce n’è bisogno”. “I concorsi verranno banditi a febbraio – ha spiegato Azzolina – quelli che io riuscirò ad immettere in ruolo sono sicuramente gli aspiranti del concorso straordinario e loro andranno in cattedra di ruolo a partire dal primo di settembre”.
La ministra ha aggiunto: “E’ vero che il ministero dell’Istruzione ha vissuto di emergenze, perché non è stata mai fatta una degna programmazione delle persone che andavano in pensione, in quali regioni, in quali province, in quali classi di concorso. ‘Quota Cento’ non ha danneggiato, anzi ha liberato dei posti sui quali sto lavorando tutt’ora affinché i 9000 posti liberati possano essere dati subito”.
Poi il reclutamento. “Le scuole sono già dotate di autonomia. Diversa è la questione del reclutamento: io non penso che gli insegnanti debbano essere reclutati dalle Regioni; sono dipendenti dello Stato e devono essere reclutati a livello nazionale – ha detto Azzolina – Nel decreto scuola abbiamo pensato a una norma che dà ragione della continuità didattica: è stato previsto che bisogna restare in quel posto almeno 5 anni. E’ stata una risposta che abbiamo dato a quelle Regioni che vivono delle emergenze”.

(Adnkronos)

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