Neuromed: “Etichetta non basta, serve piramide mediterranea”



Roma, 24 gen. (AdnKronos Salute) – Il Nutri-Score non piace a tutti e in Italia è diventato una vera e propria questione di stato. Il sistema di etichettatura francese ‘a semaforo’ che dovrebbe aiutare a compiere scelte alimentari più salutari non è stato affatto digerito nel Belpaese. Tra le motivazioni ci sarebbe un’ingiusta penalizzazione di alcuni prodotti italiani, a cominciare dall’olio di oliva, che secondo i criteri del Nutri-Score sarebbe declassato al pari di altri oli vegetali.
“La proposta di aiutare le persone a compiere scelte alimentari più salutari è sicuramente da condividere. Tuttavia, il sistema proposto rischia di essere troppo semplicistico e di veicolare solo parzialmente il messaggio volto a migliorare le scelte a tavola”, commentano i ricercatori del Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione dell’Irccs Neuromed di Pozzilli (Isernia), autori di numerosi studi sulla dieta Mediterranea, nell’ambito del progetto Moli-sani.
Gli esperti del Neuromed propongono dunque di inserire sulle confezioni dei vari prodotti alimentari, insieme all’etichettatura a colori, la riproduzione a colori della piramide della dieta mediterranea. “Se c’è un difetto di questo sistema di etichettatura è quello di isolare il singolo prodotto dall’alimentazione globale di un individuo”, aggiungono. Ma come funziona il Nutri-Score? Posto sul lato frontale della confezione di un prodotto, il sistema indica i singoli valori nutrizionali con una scala di cinque colori che vanno dal rosso al verde e a cui corrispondono le prime cinque lettere dell’alfabeto, A-B-C-D-E. Giudicato uno strumento semplice, intuitivo e comprensibile da alcuni ricercatori italiani, Nutri-Score viene visto con riserva da altri.
“La dieta mediterranea è uno stile di vita che va considerato nel suo insieme, nella sapiente scelta degli alimenti e nel modo di saperli combinare – osservano i ricercatori Neuromed – Non è una classifica né una lista della spesa, ma riflette una storia centenaria che rischia di sparire se iniziamo a considerare gli alimenti come atomi che non comunicano tra loro”.
“Il segreto di lunga vita della dieta mediterranea sta certamente nel modo in cui gli alimenti vengono abbinati tra loro e poi serviti in tavola – precisa Licia Iacoviello, direttore del Dipartimento e professore di Igiene all’Università dell’Insubria di Varese – E’ impensabile valutare l’olio di oliva al di fuori del contesto in cui viene comunemente utilizzato dalle popolazioni del Mediterraneo, ossia come condimento di verdure fresche e cotte. Così come il beneficio di un consumo moderato di alcol va contestualizzato nell’ambito di una tradizione secondo cui il bicchiere di vino viene consumato durante i pasti principali”.
“Adottare un punteggio di valutazione degli alimenti come quello proposto dal Nutri-Score senza fare riferimento alla frequenza o all’abbinamento dei cibi rischia di far scomparire la vera essenza della dieta mediterranea – commenta Marialaura Bonaccio, epidemiologa del Dipartimento di Pozzilli – Dobbiamo inoltre ricordare che questo modello alimentare si basa su prodotti freschi o minimamente processati, pertanto un’azione completa di prevenzione a tavola dovrebbe prestare attenzione anche alla lavorazione industriale che di per sé rappresenta una potenziale insidia per la nostra salute, al di là del contenuto nutrizionale”.
“La nostra proposta – spiega Giovanni de Gaetano, presidente dell’Irccs Neuromed di Pozzilli – è quella di affiancare all’etichetta di Nutri-Score la tradizionale piramide mediterranea che permette di avere uno sguardo di insieme sulle sane abitudini alimentari. La piramide indica chiaramente cosa e quanto consumare quotidianamente, inserendo i vari cibi in un contesto alimentare più ampio. Non solo. La piramide mediterranea ci ricorda un insegnamento fondamentale e cioè che non esistono cibi da demonizzare, ma solo quantità e frequenze da rispettare. Il dolce a fine pasto va bene, ma solo la domenica, ad esempio”.
“Così anche la carne rossa, che può essere consumata in moderazione e senza troppi sensi di colpa, a patto che lo si faccia secondo la regola mediterranea, ossia una volta a settimana, accompagnata da verdure condite con olio d’oliva e un bicchiere di buon vino. Isolando i cibi dalla dieta, si rischia di sbilanciare fortemente l’alimentazione. Quello che dobbiamo invece proporre è uno stile di vita a tavola ispirato alla moderazione e al buonsenso”.
I ricercatori dell’Irccs Neuromed propongono perciò di inserire sulle confezioni dei vari prodotti alimentari, insieme all’etichettatura a colori, la riproduzione a colori della piramide della dieta mediterranea con tutti i suoi alimenti e con l’alimento specifico ben evidenziato nella piramide stessa.

(Adnkronos)

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