Moda: Confartigianato, a Padova perse 42 aziende del settore in due anni (3)

(Adnkronos) – In questi anni sono state cercate soluzioni ad un problema che va affrontato in modo sistemico: “Bisogna attuare un cambiamento culturale, sia a livello di operatori che di legislatori e controllori. Un punto di partenza è la “buona pratica” adottata a Prato di applicazione dell’articolo 603 bis del codice penale, introdotto nell’ottobre del 2016 con la Legge 199, che ha riscritto il reato di “intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro”, ampliando la tutela delle vittime e migliorando la qualità degli strumenti repressivi a disposizione dell’autorità giudiziaria. Secondo, presentando al Ministero della Giustizia un progetto di riforma dei reati in materia di lavoro nero e contraffazione nel sistema moda”.
“Il problema non è solo elaborare delle buone norme, ma anche farle applicare con i controlli, con il processo e con una cultura della legalità degna di questo nome. Una normativa che dovrà essere imperniata sulla figura del consumatore finale. La frode va sanzionata in quanto lesiva soprattutto degli interessi del destinatario ultimo del prodotto. E, sempre pensando al consumatore, che preveda la valorizzazione dell’etichetta parlante, comprensibile e trasparente, che faccia realmente cogliere cosa c’è dietro il prodotto e quale sia il suo valore in termini di rispetto dei princìpi etici e sociali. Un controllo della concorrenza sleale che sia trampolino di lancio per affrontare il tema del giusto compenso”, conclude.

(Adnkronos)

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