Padova: maxisequestro carni suine cinesi, 9,5 tonnellate a rischio contagio peste suina (3)

(Adnkronos) – Un primo esame della merce consentiva al personale specializzato di verificare che tutte le derrate erano state stoccate nel container provocando un’interruzione della catena del freddo. Pertanto, l’intera partita di merce, consistente in circa 23.000 kg di prodotti vegetali, è stata sottoposta a sequestro amministrativo, al fine di esperire analisi microbatteriologiche per così scongiurare la circolazione di partite di merce nocive per la salute pubblica.
Nel corso delle operazioni di scarico del container, emergeva la preoccupante circostanza che i prodotti alimentari di origine vegetale altro non fossero che un carico di copertura per celare l’importazione illegale di carne suina. Infatti, l’esame dei prodotti di origine animale consentiva al personale specializzato dell’Ulss di appurare che si trattava di 9.420 Kg di carni suine provenienti dalla Cina altamente pericolose per il grave rischio di contaminazione dovuto alla peste suina africana (ASF- African Swine Fever), malattia virale che ha devastato le mandrie di maiali di diversi Paesi e che imperversa soprattutto negli allevamenti del continente asiatico. Un carico decisamente corposo a conferma che, con l’approssimarsi dei festeggiamenti del Capodanno cinese, le carni suine sono particolarmente richieste dagli immigrati cinesi, che le acquistano a prezzi inferiori incuranti delle potenziali conseguenze per la salute.Sentito il Ministero della Salute, il personale dell’ULSS ha emesso un provvedimento d’urgenza disponendo l’immediata distruzione delle carni illegalmente importate dalla Cina.
L’imprenditore cinese è stato deferito alla Procura della Repubblica di Padova per i reati di commercio di sostanze alimentari nocive, diffusione di malattie delle piante o degli animali, contrabbando e per violazione della disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande. L’eventuale condanna del trasgressore, essendo il fatto di particolare gravità e provocando un pericolo per la salute, potrebbe condurre alla chiusura definitiva dell’esercizio ed alla revoca del provvedimento amministrativo che consente lo svolgimento dell’attività economica.

(Adnkronos)

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