Trovata morta nel sacco a pelo arrestata la nuora

Livorno
La 76enne fu trovata in un fosso il 3 agosto scorso
Livorno, 13 gen. – Svolta nel giallo della morte di Maria Simonetta Gaggioli, 76 anni, la donna trovata senza vita sul ciglio di una strada dentro un sacco a pelo in un fosso lungo la Vecchia Aurelia nella zona di Riotorto, tra Venturina e Piombino, in provincia di Livorno. Il cadavere, in avanzato stato di decomposizione, fu rinvenuto casualmente la mattina dello scorso 3 agosto da un passante.
Con l’accusa di omicidio e occultamento di cadavere è stata arrestata e condotta in carcere la nuora della vittima, Adriana Rocha Gomez, 32enne brasiliana, compagna di Filippo Andreani, il figlio 47enne di Simonetta Gaggioli.
Per gli stessi reati resta indagato, per ora, anche il figlio della vittima. Dopo gli ultimi sviluppi che hanno portato all’arresto della sua compagna, la posizione di Filippo Andreani è ora di nuovo al vaglio degli investigatori e potrebbe essere rivista alla luce delle nuove risultanze. Andreani sarebbe risultato infatti estraneo al delitto compiuto dalla fidanzata brasiliana.
Adriana Rocha Gomez, secondo quanto è stato riferito dai carabinieri nel corso di una conferenza stampa a Livorno, è stata arrestata nel pomeriggio di sabato scorso dai militari dell’Arma su ordine della Procura in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale.
Sulla scorta dei risultati dell’autopsia e delle “altre concordanti risultanze acquisite da complesse attività investigative”, l’arrestata, negli ultimi giorni del mese di luglio scorso, avrebbe somministrato alla Gaggioli un farmaco, da lei già assunto per motivi terapeutici, in una dose massiccia, circa 10 volte superiore a quella prescritta, che sarebbe poi risultata letale. La 32enne avrebbe portato da sola il cadavere fuori dalla sua abitazione di Riotorto e, trasportata in auto, l’avrebbe abbandonato sul ciglio della Vecchia Aurelia. Questa circostanza è stata confermata nel corso dell’incidente probatorio svoltosi il 3 gennaio scorso.
I motivi che avrebbero spinto Richa Gomez a realizzare il suo progetto delittuoso risiederebbero nel rapporto conflittuale con la Gaggioli. Nel corso delle indagini è emerso che l’arrestata aveva maturato l’intenzione di andare all’estero, di tornare molto probabilmente in Brasile. La donna, secondo il gip, che ha condiviso la richiesta della Procura, basata sulle investigazioni dei carabinieri, è ritenuta responsabile anche dei reati di truffa aggravata e di indebito utilizzo di carte di pagamento. Rocha Gomez, non dando comunicazione dell’avvenuto decesso della Gaggioli, scomparsa da alcuni giorni, ha accreditato la pensione della vittima sul suo conto corrente bancario da cui prelevò una somma utilizzando il bancomat della defunta.

(Adnkronos)