Veneto banca: mdc, contestate l’associazione a delinquere e la truffa (3)

(Adnkronos) – “Nelle dichiarazioni si legge che “ci era pervenuta una direttiva che ci assegnava l’incarico di raccogliere più soci azionisti possibile perché la Banca aveva problemi di vecchi crediti deteriorati da coprire e, quindi, aveva la necessità di recuperare denaro per rappresentare un patrimonio netto che rientrasse nei parametri di legge. Tutti i miei colleghi erano a conoscenza di ciò e dichiararono anch’essi ai clienti che l’investimento in azioni e/o obbligazioni della Banca erano sicuri e che nel tempo avrebbero ulteriormente aumentato di valore. Per convincere i clienti alla sottoscrizione delle azioni, dalla Direzione c’era stato inviato un grafico rappresentante la crescita passata e le attese per il futuro; inoltre, facevamo vedere i bilanci e le certificazioni della società di revisione PWC”, sottolinea Moschini.
“Quando cominciarono le richieste di recesso/vendita della azioni, ricevemmo quali direttive quelle di convincere i clienti a non vendere, garantendo ancora la sicurezza dell’investimento e, nel caso di necessità di denaro, da parte degli azionisti, potevamo fare finanziamenti senza preoccuparci dei parametri di garanzia restitutoria, fondando il rischio sulle azioni poste in pegno da statuto”, conclude.

(Adnkronos)

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