Lega A Roma scrive ad Abete e Gravina su candidabilit Uva Dal Pino e Micciche’



Roma, 7 gen. In vista dell’Assemblea elettiva della Lega calcio di Serie A, la Roma, a quanto apprende l’Adnkronos, ha inviato una lettera al Commissario della Lega Giancarlo Abete e al Presidente della Figc Gabriele Gravina per chiedere un parere sulla candidabilità di tre profili per la presidenza della Lega che sono stati avanzati “nei giorni scorsi nella forma ufficiosa da parte di alcuni club. Quelli di Michele Uva, Paolo Dal Pino e Gaetano Miccichè”, spiega nella lettera.
“Stiamo vivendo un momento delicato e di grande incertezza per la stabilità del nostro movimento, dopo le dimissioni del Presidente Micciché che hanno evidenziato procedure non lineari e conflitti potenziali e reali di interesse, dopo le dimissioni del commissario ad acta Cicala per presunti motivi analoghi, non possiamo più permetterci altri errori, alla vigilia di un semestre complesso di decisioni da prendere”, sottolinea il club giallorosso. Del resto sull’elezione di Miccichè si è mossa il 20 dicembre anche la Procura di Milano che ha chiesto i fascicoli alla Procura federale della Figc.
“Al fine di evitare il ripetersi di situazioni in cui non vi è certezza del possesso da parte del Presidente della Lega di requisiti per l’esercizio di tale funzione, si ritiene opportuno che il possesso di tali requisiti da parte dei candidati alla Presidenza della Lega, preceda l’elezione dello stesso Presidente”.
Si chiede di conoscere “se i richiamati soggetti siano candidabili o quali sono le cause di incompatibilità ai sensi dell’art.14 dello statuto che egli stessi dovranno rimuovere prima dell’accettazione della carica di Presidente”, spiega la Roma che “ritiene opportuno che l’elezione del Presidente della Lega di Serie A, avvenga successivamente alla risposta del quesito da parte della Corte Federale di Appello”, visto che “diversamente opinando potrebbe arrivare alla illogica conseguenza che il Presidente eletto venga successivamente dichiarato ineleggibile o comunque incompatibile all’esito del parere delle Corte Federale d’Appello, d’altra parte quanto è qui richiesto corrisponde ad un modus procedendi che è proprio di qualsiasi ente che voglia dirsi trasparente efficiente e democraticamente gestito”.

(Adnkronos)