Nobel: scienziati, ‘da ‘respiro cellula’ nuove armi contro anemia e cancro’



Stoccolma, 6 dic. (Adnkronos Salute) – Sono “numerose e molto eccitanti” le applicazioni delle scoperte premiate con il Nobel per la Medicina 2019. “Quelle più a breve termine riguardano trattamenti contro l’anemia, ma anche il cancro. Più in là anche le malattie cardiovascolari. Patologie responsabili di un’elevata mortalità nei Paesi occidentali, ma ce ne sono anche altre, meno ovvie, che beneficeranno della nostra scoperta”. Lo ha spiegato oggi a Stoccolma Gregg L. Semenza, che insieme ai colleghi William G. Kaelin Jr e Sir Peter J. Ratcliffe si è aggiudicato quest’anno il premio Nobel per la Fisiologia e la Medicina. Un premio assegnato alle scoperte sul ‘respiro della cellula’, ovvero ai meccanismi attraverso i quali le cellule percepiscono e si adattano alla disponibilità di ossigeno.
Un riconoscimento da 9 milioni di corone svedesi (circa 860 mila euro), che i tre scienziati riceveranno il 10 dicembre in una cerimonia solenne nel giorno dell’anniversario della morte di Alfred Nobel. “In Cina, Giappone e anche in Europa – ha precisato Kaelin – sono in sviluppo nuovi famaci basati sul meccanismo di controllo dei livelli di ossigeno che porteranno al trattamento dell’anemia. Ma ci sono prospettive interessanti anche contro l’ipertensione polmonare e le malattie infiammatorie dell’intestino”.
Svelando i meccanismi alla base del ‘respiro della cellula’, antichissimi e comuni anche alle piante, i Nobel hanno fatto chiarezza su uno dei processi adattativi più essenziali della vita. Con ripercussioni importanti per numerose malattie: dai tumori al diabete, dalle patologie della vista alle coronaropatie.
“Siamo stati fortunati”, ha aggiunto Ratcliffe. “E abbiamo avuto l’opportunità di collaborare con molti brillanti ricercatori”, ha detto Semenza, accennando a contatti con studiosi italiani.
I tre scienziati, come ha sottolineato il Karolinska Institutet di Stoccolma nelle sue motivazioni, “hanno stabilito le basi per comprendere come i livelli di ossigeno influenzano il metabolismo cellulare e la funzione fisiologica”. Il rilevamento delle concentrazioni del ‘gas da Nobel’ permette infatti alle nostre cellule di adattare il metabolismo ai differenti livelli di ossigeno, pensiamo ai muscoli durante l’esercizio fisico intenso. Ma a risentirne è anche la generazione di nuovi vasi sanguigni e la produzione di globuli rossi, come pure il funzionamento del sistema immunitario. I sensori dell’ossigeno hanno un ruolo chiave anche nel cancro. I tumori li sfruttano per stimolare la formazione dei vasi sanguigni che servono loro per nutrirsi e crescere.
Grazie agli studi dei tre Nobel, laboratori di tutto il mondo lavorano per sviluppare farmaci in grado di interferire con diversi stati patologici, attivando o bloccando proprio i meccanismi premiati col Nobel. “Cosa di un siamo molto fieri”, ha detto per tutti Semenza.

(Adnkronos)

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