Mattarella concede grazia a Bossi


Per vilipendio. Nel 2011 definì terrone Napolitano, che ha dato il suo ok al provvedimento: “Nessun motivo di risentimento”. Valutate anche le condizioni di salute. Il Senatur ringrazia i due presidenti: “Sono molto contento”
Roma, 5 dic. “Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato – ai sensi di quanto previsto dall’art. 87 comma 11 della Costituzione – un Decreto di concessione della grazia in favore di Umberto Bossi. L’atto di clemenza individuale ha riguardato la pena detentiva ancora da espiare (un anno di reclusione) inflitta per il delitto di offesa all’onore e al prestigio del Presidente della Repubblica (c.d. vilipendio: art. 278 c.p.), in riferimento a fatti commessi nel 2011. A seguito di provvedimento della Magistratura di sorveglianza Bossi è stato affidato in prova al servizio sociale”. E’ quanto si legge in un comunicato del Quirinale.
“Nel valutare la domanda di grazia -prosegue la nota- in ordine alla quale il Ministro della Giustizia a conclusione della prevista istruttoria ha formulato un avviso non ostativo, il Presidente della Repubblica ha tenuto conto del parere favorevole espresso dal Procuratore generale, delle condizioni di salute del condannato, nonché della circostanza che in relazione alle espressioni per le quali è intervenuta la condanna il Presidente emerito Giorgio Napolitano ha dichiarato di non avere nei confronti del condannato ‘alcun motivo di risentimento’”.
“Sono molto contento, ringrazio sia il presidente della Repubblica Mattarella, che il presidente Napolitano”, è stato il commento di Umberto Bossi.
L’: “Napolitano, Napolitano, nomen omen, non sapevo fosse un terun”, disse Bossi mimando il gesto delle corna con la mano.

(Adnkronos)

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