Manovra Sks365 Colpito settore giochi serve riforma con tutti gli attori in campo



Roma, 5 dic. Con la manovra “si colpisce” il settore dei giochi che è “molto preoccupato” per le ricadute che avranno le misure annunciate. “Anno dopo anno ci si dimentica di quanto il settore sia importante per l’Italia non solo in termini di entrate per le casse dello Stato – che sono fondamentali – ma anche per le ricadute sull’occupazione. Il settore del gioco pubblico inoltre rischia così di soccombere di fronte al gioco illegale”. A suonare il campanello è Maurizio Bernardo, Senior Strategic Advisor Sks365 commentando con l’Adnkronos i contenuti della manovra.
Queste misure, spiega ancora Bernardo, “mettono a rischio l’attività di imprese presenti sul territorio che garantiscono occupazione, trasparenza e che cercano di contrastare fenomeni come quelli della ludopatia”.
Per Bernardo non è più rinviabile una riforma organica del settore. “E’ necessario procedere ad una riforma perché il rischio è l’uscita dal mercato di numerosi operatori con la conseguente crescita del fenomeno dell’illegalità”. Insomma, per il Senior Strategic Advisor di Sks365, “serve una riforma che sia attenta a non penalizzare ulteriormente il settore”. E intorno al tavolo “devono essere presenti tutte le associazioni di categoria e i maggiori operatori che devono parlare un’unica voce. Ci vuole unità”.
Ma non solo. Per Bernardo la riforma quadro quindi “deve prevedere regole condivise da tutti” e “deve coinvolgere anche i comuni in modo che una parte delle entrate possano anche rimanere agli enti locali per esempio per delle iniziative sociali. Anche i comuni devono poter trattenere qualcosa e non solo lo Stato centrale per favorire lo sviluppo del territorio e anche per contrastare il fenomeno della ludopatia”.
Una riforma, inoltre, aggiunge, “che deve prevedere un prelievo commisurato agli investimenti nella quale non vengano cambiate le regole del gioco continuamente”. Si potrebbe prevede, inoltre, “percorsi di formazione, di concerto con le asl per combattere appunto il fenomeno della ludopatia”.
L’Italia, rileva, “è un paese che ama il gioco e che ha sempre giocato. Lo Stato decide di sanzionare il gioco ma dall’altro invita i cittadini a fare le lotterie degli scontrini. Il contrasto all’evasione si combatte anche non colpendo il gioco pubblico e lasciando così lo spazio al gioco illegale: ormai c’è la tracciabilità, le carte di credito che limitano gli esborsi e ci sono anche tutele preventive per i soggetti a rischio”.

(Adnkronos)