Conte: “Giusto riforma prescrizione in vigore 1° gennaio”


Ma un’intesa nella maggioranza ancora non c’è, ed è pressing Forza Italia-Partito democratico
Roma, 26 nov. “Sarò ancora più chiaro: ho detto che rispetto alla soluzione che entra in vigore a gennaio 2020 – per cui la viene meno dopo la sentenza di primo grado – non c’è un particolare rischio immediato perché i nodi, semmai nodi saranno, verrebbero al pettine laddove verrà accertato un reato, laddove ci sarà un’indagine, un’inchiesta, un giudizio, quindi stiamo parlando degli anni a venire”. Lo precisa il premier rispondendo alle domande dei cronisti a margine dell’appuntamento dell’Aci, oggi a Roma.
“Questo non significa – puntualizza – che non c’è necessità di garantire un sistema di garanzie adeguate per garantire il vincolo costituzionale della durata ragionevole dei processi” ma “la norma sulla prescrizione per me è giusto che ci sia, è il segnale che in Italia le verifiche giudiziarie si completano con assoluzione o condanna, altrimenti sfoceremmo nella denegata giustizia”. “L’esigenza di corredare questa norma con un sistema di garanzie esiste e ci stiamo lavorando – conclude – sono convinto che, con l’accordo di tutte le forze politiche, troveremo una soluzione”.
PRESSING PD-FI – Ieri l’affondo di Luigi Di Maio e oggi le parole del premier. Ma un’intesa nella maggioranza sul tema non è stata ancora raggiunta. Il Pd insiste perché la riforma sia accompagnata da una norma per accelerare i processi. Al momento, però, le posizioni restano distanti e non è stato fissato un nuovo vertice di maggioranza sulla giustizia. “Non c’è un giorno ancora fissato – ha detto il Guardasigilli, Alfonso Bonafede – comunque stiamo continuando a valutare le prospettive per una soluzione per poter portare avanti la riforma sul processo penale”.
Uno stallo in cui si inserisce il pressing di Forza Italia perché i dem sostengano il ddl Costa che di fatto ‘smonta’ la riforma della prescrizione grillina. Oggi in Transatlantico lo stesso Costa è andato alla carica con il vicesegretario Pd, Andrea Orlando. Domani infatti nella conferenza dei capogruppo alla Camera verrà messa ai voti la proposta degli azzurri per calendarizzare con procedura di urgenza il ddl Costa. Ma dai dem non dovrebbe arrivare una sponda. “Prima va cercata un’intesa nella maggioranza”, dice Orlando all’Adnkronos.
“Il Pd, che ha alzato le barricate – a Costa -, rischia di perdere la faccia. Domani la conferenza dei capigruppo esaminerà la richiesta di Forza Italia di far approdare con urgenza in aula la nostra proposta di legge: è richiesta l’unanimità, che ovviamente non ci sarà. Allora sarà l’aula a votare, probabilmente la prossima settimana. Capiremo così chi sono i complici dei 5 Stelle nel far entrare in vigore un simile obbrobrio”.

(Adnkronos)

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