Viareggio trovata morta in roulotte arrestato il compagno


La donna sarebbe stata uccisa con una mazza da carpentiere
Viareggio (Lucca), 22 nov. Omicidio volontario aggravato, commesso con una mazza da carpentiere e occultamento di cadavere: sono questi i reati per i quali, la notte scorsa a San Nicola Arcella (Cosenza), i carabinieri, eseguendo per delega il decreto di fermo firmato dal sostituto procuratore di Lucca Aldo Ingangi, hanno arrestato un operaio edile di 46 anni, senza fissa dimora, accusato di aver ucciso una 40enne, originaria di Pisa, anche lei senza fissa dimora. Il cadavere della donna, in avanzato stato di decomposizione, è stato rinvenuto lunedì scorso dentro una roulotte abbandonata in un campo a Torre del Lago, frazione del comune di Viareggio (Lucca). Il proprietario della roulotte, data in affitto all’uomo è risultato estraneo ad ogni addebito. L’uomo è stato portato nel carcere di Paola (Cosenza) dove, interrogato dal pm della procura calabrese, diretta dal procuratore, ha fatto prima alcune ammissioni e poi nel tardo pomeriggio di oggi ha confessato di essere stato lui l’assassino della sua fidanzata. Il delitto risalirebbe alla scorsa estate, presumibilmente tra la fine di luglio e la metà di agosto.
La vittima, della quale da mesi si erano perse le tracce, ma nessuno aveva presentato denuncia per la sua scomparsa, è stata identificata dai carabinieri del nucleo investigativo del reparto operativo di di Lucca e della compagnia di Viareggio, che hanno condotto le indagini, grazie a un tatuaggio sulla spalla sinistra della donna. Da una ricognizione fatta dal medico legale Stefano Pierotti è emerso anche che la donna aveva delle fratture alle ossa del cranio, provocate da un corpo contundente, avvalorando così l’ipotesi dell’omicidio. Le indagini dei carabinieri hanno accertato che Zangari colpì la fidanzata alla testa con una mazza edile. Gli investigatori sono risaliti al 46enne con cui la vittima aveva una relazione sentimentale da tempo, definita “conflittuale” e “burrascosa” da chi conosceva la coppia, e che per un certo periodo aveva lavorato per un’impresa edile di Viareggio.
I due, senza fissa dimora, che vivevano in alloggi di fortuna, secondo quanto spiegato dagli investigatori, avrebbero anche convissuto per un periodo a Torre del Lago. Il delitto sarebbe avvenuto al culmine dell’ennesima lite in un cantiere, dove avevano trovato un riparo. L’uomo sarebbe rientrato in Calabria dopo l’omicidio e dopo aver occultato il cadavere della donna nella roulotte. In particolare, secondo quanto hanno spiegato i carabinieri, il cadavere era stato avvolto in un telo di plastica, sigillato con del nastro adesivo, e la roulotte era stata poi chiusa dall’esterno. La donna aveva, inoltre, le mani e il collo legati con le corde. A indirizzare le indagini nei confronti del 46enne anche il fatto che in un box nel cantiere in uso all’arrestato a Torre del Lago i militari hanno trovato un sacco, corde e guanti del tutto simili a quelli rinvenuti sulla roulotte, nonché un cuscino intriso di sangue e vari oggetti e indumenti femminili.

(Adnkronos)