Ruggeri fascista non pu omaggiare De Andr polemica sui social

Rai1

Il cantautore ringrazia il leoni da tastiera e i “gufi” che hanno portato bene al programma, visto da 4.147.000 spettatori con il 21,12% di share

Roma, 18 nov. di Antonella Nesi
“Dopo quell’interpretazione meravigliosa di Elena Sofia Ricci… un fascista che fa una canzone di De André… In prima serata su Rai1…”. E ancora: “Adesso mi metto a urlare. Ruggeri giù le mani da De Andrè”. Da quasi 48 ore imperversa sui social la polemica sulla puntata d’esordio di ‘Una storia da cantare’, il nuovo format condotto da Enrico Ruggeri e Bianca Guaccero e varato nel sabato di Rai1 per omaggiare con puntate monografiche i grandi cantautori.
La prima puntata, dedicata a Fabrizio De Andrè, ha suscitato diversi commenti critici da parte dei puristi (“De Andrè può cantarlo solo De Andrè”) ma anche polemiche sulle simpatie politiche del conduttore che lo renderebbero inadatto a raccontare la storia di De Andrè. Una tesi che ha spinto anche un insospettabile come l’eurodeputato del Pd Pierfrancesco Majorino a prendere le ‘difese’ di Ruggeri su Twitter: “Ussignur leggo che si è scatenato il dibattito su Enrico Ruggeri che è fascista e quindi non può fare la trasmissione su De André. Secondo me non conoscete Enrico Ruggeri. Che è molto libero e indipendente. E non so se De Andrè questo giudicare l’avrebbe tanto amato”.
A Majorino ha risposto lo stesso Ruggeri: “Grazie Pierfrancesco. Spesso (ma non sempre) abbiamo idee diverse, ma i nostri incontri dimostrano che ci sono molti modi per confrontare idee e opinioni. Il manicheismo non porta da nessuna parte. E la pietas di De André vola comunque molto più in alto”.
Nel dibattito interviene sparando ad alzo zero, sempre via Twitter, il critico musicale Michele Monina: “Chiunque abbia pensato che Enrico Ruggeri non avrebbe dovuto omaggiare De André perché considerato di destra evidentemente non sa un cazzo di Ruggeri e neanche di De André”. Qualcun altro, cita una frase di De Andrè, a proposito di convinzioni politiche: “Ritengo che l’anarchismo sia un perfezionamento della democrazia”.
Un altro spettatore su Twitter fa notare: “A venti anni dalla morte a “#UnaStoriadacantare” su Rai 1 hanno proposto “La città vecchia” in versione censurata. Dormi tranquillo Fabri, non è cambiato un cazzo!”
Un’altra utente racconta: “Sto recuperando #Unastoriadacantare e devo dire che sono un attimo sconvolta. Bella l’idea ma è tutto raffazzonato, troppo uso del gobbo e poi è pieno di errori tecnici”. Gli risponde un altro spettatore: “Una serata con solo Dori Ghezzi, Cristiano De Andrè, PFM e il maestro Pagani. Asciutto, immediato e incisivo. Già… qualcuno poteva essere perfetto per la conduzione e scrittura del programma… ma siamo su Rai1…”, postando delle immagini di Fabio Fazio.
Tanti i commenti impietosi: “La cosa più brutta che abbia mai visto dalla conduzione ai cantanti che hanno torturato le canzoni di FABER, salvo solo Elena Sofia Ricci e Anastasio_quello la PFM non si discute ma tutto era una merda ma Dori Ghezzi perché si presta a ste schifezze”, scrive uno spettatore. “Ruggeri é la dimostrazione che conduttori non ci si improvvisa. Trasmissione imbarazzante che si salva solo per i bravissimi musicisti e qualche interprete come il maestro Pagani. Sempre bravo Morgan quando parla di musica”, aggiunge un altro. Ma tanti anche i commenti emozionati, come: “Santo cielo ma che meraviglia il testo de La Guerra Di Piero recitato da Elena Sofia Ricci, giuro ho i brividi e sto piangendo”. Oppure: “Mauro Pagani e Creuza de Ma dal porto antico di Genova riscattano tutte o quasi le sconcezze ascoltate. Poesia e magia”.
Domenica mattina, dopo l’uscita dei dati d’ascolto più che positivi (4.147.000 spettatori con il 21,12% di share), lo stesso Ruggeri si è tolto qualche sassolino dalla scarpa: “Un piccolo miracolo. Grazie a chi ha vissuto con me questa sfida di qualità. Grandi autori, una band unica, una fantastica partner, una squadra piena di amore per la Musica. Grazie ai leoni da tw, che portano sempre bene, e ai gufi che ipotizzavano il 9%…”.

(Adnkronos)