Aids: Iss, nuovi casi in calo per la prima volta ma più diagnosi tardive

Roma, 15 nov. (Adnkronos Salute) – Per la prima volta diminuiscono le nuove diagnosi di Hiv in Italia, rispetto agli anni precedenti con una riduzione di circa il 20% rispetto al 2017. La riduzione interessa tutte le modalità di trasmissione, sia eterosessuali che omosessuali (Msm – maschi che fanno sesso con maschi). Continua invece ad aumentare la quota di persone (57% nel 2018) che scoprono di essere sieropositive molti anni dopo essersi infettate, ricevendo una diagnosi quando il loro sistema immunitario è già compromesso. E’ quanto riferisce l’Istituto superiore di sanità (Iss) che pubblica un aggiornamento con le ultime cifre del Centro operativo Aids.
Il risultato positivo del calo dei nuovi casi di Hiv – secondo gli esperti dell’Iss – è probabilmente da attribuire principalmente all’efficacia delle terapie antiretrovirali e alle nuove Linee guida terapeutiche che prevedono di iniziare la terapia precocemente dopo la diagnosi. Quanto invece alle diagnosi tardive, l’Istituto superiore di Sanità lo attribuisce a una scarsa consapevolezza, ancora ampia, sulla diffusione dell’Hiv nel nostro Paese e del rischio che si corre di contrarre il virus attraverso rapporti sessuali non protetti.
I giovani tra i 25 e i 29 anni costituiscono il gruppo maggiormente colpito in termini di incidenza – si legge nel focus dell’Iss – sottolineando l’urgenza di strategie di prevenzione mirate agli adolescenti ed ai giovanissimi. Dai dati emerge che l’offerta del test Hiv in contesti informali (test in piazza, auto-test, test in strada, easy test, test in sedi extrasanitarie) costituisce uno strumento prezioso per raggiungere i giovani e identificare nuove diagnosi.
In particolare tra gli stranieri – riferisce ancora l’Iss – si osserva invece una relativa stabilizzazione delle nuove diagnosi evidenziando una possibile vulnerabilità di questa popolazione nell’accesso ai servizi di assistenza per Hiv.
L’Hiv può restare asintomatico e silente per molti anni – ricorda l’Istituto – prima di dare qualche manifestazione rilevabile. Quindi, la prevenzione di questa infezione rimane prioritaria ancora oggi, è il monito. Resta fondamentale l’uso del test Hiv, da effettuare ogni qualvolta ci si sia esposti a rapporti sessuali non protetti con persone di cui non si conosce bene lo stato di salute, e dell’uso del preservativo, che in modo semplice e sicuro consente di proteggersi dall’Hiv e da numerose altre infezioni sessualmente trasmesse.

(Adnkronos)

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